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Macerie: ‘Due nuovi centri di raccolta per le frazioni’

Sono 1.931.335 560 le tonnellate di macerie private rimosse (il calcolo parte dal 15 giugno 2012). Sono invece 495.818 le tonnellate di macerie pubbliche, in questo caso i dati sono fino al 4 maggio 2012 ed i dati e sono in via di aggiornamento per adeguamento alla normativa.(monitoraggio macerie).

Questo è’ un processo lungo la cui gestione  è passata all’USRA dopo la chiusura della struttura commissariale . A quasi sette anni ci sono ancora migliaia e migliaia di tonnellate di macerie da smaltire. C’è un forte ritardo causato dall’autorizzazione regionale che ha dato il via solo a metà dello scorso anno al conferimento e allo smaltimento delle macerie sia pubbliche che private nel sito della cava ex Teges di Pontignone. “C’è un piano economico dell’USRA che prevede lo stanziamento di fondi per creare due nuovi centri di raccolta nell’aquilano”- spiega a IlCapoluogo Fabio Ianni responsabile del servizio di gestione dell’ASM (aquilana società multiservizi). Questi due nuovi siti ospiteranno le macerie di tutte le frazioni in provincia dell’Aquila, macerie selezionate direttamente sul posto. A Pontignone invece, nella cava dell’ex Teges resteranno solo gli inerti. Una volta che i fondi saranno disponibili si procederà con la convenzione tra ASM e l’USRA (Ufficio Speciale per la ricostruzione dell’Aquila) relativa allo smaltimento degli ingombranti. In molti comuni – come spesso riportato dalle tante segnalazioni di cittadini su questo giornale- mobili ed elettrodomestici di tutti i tipi restano parcheggiati negli angoli delle strade durante le ristrutturazioni delle abitazioni. Un esempio la Mausonia, Pile e Torrione, dove ci sono discariche a cielo aperto di rifiuti ingombranti di ogni genere. Va avanti invece la convenzione tra l’ASM, l’URSC (Ufficio speciale per la ricostruzione del cratere) e i comuni di Campotosto, Castelvecchio, Villa Sant’Angelo e San Pio per l’opera di rimozione. Presto la firma da parte di Paolo Esposito per dare il via alla convenzione anche con Carapelle Calvisio

macerie dell'aquila a teramo
 “Quello delle macerie è un business, ci sono tante ditte che arrivano da fuori provincia proponendo dei prezzi vantaggiosi sul riciclato” – afferma un responsabile commerciale di una delle ditte che si occupa del recupero e smaltimento macerie. “A Teramo, per esempio, uscendo dall’autostrada c’è una montagna di macerie (vedi foto), la stragrande maggioranza sono quelle del terremoto aquilano”. Tra i rumors di questi giorni l’arrivo di un’azienda teramana proprio nel nucleo industriale di Bazzano che si occuperà direttamente sul territorio di recupero e smaltimento affiancando le numerose aziende che già operano nel settore.