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Sassa, ecco i risultati della collaborazione tra studenti aquilani e messicani

Si è concluso il terzo ciclo di Atelier organizzato dal Laboratorio AnteA di UNIVAq in collaborazione con il LAURAq di INU/ANCSA, con un incontro espositivo presso la palestra della delegazione comunale. Il workshop” si legge in una nota di Quirino Crosta, a nome del comitato civico Fr.Azioni Fra.Intese di Sassa ” era incentrato sulla lettura critica del paesaggio rurale e periurbano della circoscrizione ed  ha formulato proposte brillanti e perfettamente contestualizzate nel territorio di riferimento, centrando criticità, opportunità e progettualità. La collaborazione fra gli studenti della facoltà di ingegneria dell’Aquila e dell’ateneo Tecnológico de Monterrey (Messico), coordinata dai professori Fabio Andreassi, Donato Di Ludovico e Stefania Biondi, ha prodotto un lavoro di grande valore per la comunità e un rinnovato interesse sulle tematiche affrontate. L’analisi serena e gli occhi puliti dei ragazzi hanno lasciato i presenti commossi e più consapevoli delle potenzialità dell’area.”

frazioni fraintese

Il Comitato ripeterà l’incontro prossimamente per approfondire le soluzioni progettuali proposte, di fondamentale interesse per tutti i residenti che, insieme al CTP, stanno affrontando il delicato tema del documento preliminare, richiesto dall’ufficio pianificazione urbanistica del Comune dell’Aquila per il nuovo PRG.

Quali sono gli esiti di questa collaborazione?

“L’analisi ha interessato tre sistemi” prosegue Crosta. “Ambientale –molto presente e fortemente identitario, dal grande potenziale turistico nella componente naturalistica e produttivo in quella agraria-; infrastrutturale –la rete viaria è sovraffollata e pericolosa, degenerata dopo il sisma in una viabilità di attraversamento a scorrimento veloce che attraversa i centri abitati mandandoli in crisi-; servizi – sbilanciati: i centri storici svuotati, abbandonati e sovraccaricati dalle strutture provvisorie post sisma, CASE-MAP-MUSP. Dalle opportunità è stata formulato una proposta convincente ed equilibrata secondo mobilità, verde attrezzato, bilanciamento dei servizi, esercizi di vicinato ed economia territoriale, in un’ottica strategica di permeabilità urbana. Il lavoro dimostra che una nuova rete infrastrutturale verde, sostenibile e produttiva, può consentire ai centri storici di tornare ad essere polarità vitali, economiche e sociali, riequilibrando il rapporto uomo-natura attraverso il riconoscimento di valori identitari forti, quali l’area rurale, l’area boschiva, il percorso fluviale, i tessuti storici dei centri, il sistema naturalistico dei sentieri. Si sono riscoperte oggi le vere vocazioni di questa zona: residenza, turismo e ricettività. Auspichiamo che vengano recepite nel nuovo piano regolatore così come la progettazione partecipata ha espresso. Attraverso l’azione dei principali attori locali, dovranno venir promossi gli elementi culturali che consentiranno l’attuazione di tutto ciò: un patto sociale di sviluppo sull’uso del suolo, per una rinnovata economia rurale, il contratto di fiume, il distretto rurale e una rete di mobilità capace di recuperare la disastrosa situazione attuale. Ad oggi abbiamo un rapporto compromesso e dis-funzionale fra traffico-edificato-ambiente, che svilisce tutte le eccellenti potenzialità del nostro paesaggio. Promuovendo la futura pianificazione nell’ottica del paesaggio rurale, inteso come palinsesto di valori storici, sociali e culturali condivisi, sarà possibile condurre una progettazione partecipata rispettosa della dignità del territorio e dell’uomo che lo abita.”