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Garante dei detenuti, si stringe per Rita Bernardini

di Eleonora Falci
Dopo mesi di empasse politica e di voti rinviati in Consiglio regionale, oggi è stata audita in Conferenza dei Capigruppo l’on. Rita Bernardini: l’esponente radicale, dalla grandissima esperienza nella difesa dei diritti civili e sociali, è la candidata in pectore al ruolo, delicatissimo, di Garante dei Detenuti d’Abruzzo. Ma sulla sua nomina non si è mai arrivati ad un sì corale da parte dell’Assise regionale, per questioni prettamente politiche.
“L’ho detto a tutti i capigruppo che sono intervenuti e che ringrazio: non mi limiterò alla relazione annuale, ma li terrò molto informati, perché il carcere fa parte della città, della Regione, e i consiglieri devono sapere cos’accade nelle carceri; i loro interventi sono fondamentali”. Così ha dichiarato Bernardini a margine dell’audizione convocata dalla Conferenza dei Capigruppo.
“Le carceri in Abruzzo sono come in tutta Italia: ci sono direttori bravi e personale preparato, ma si tratta comunque di istituzioni criminogene e chi fa il suo percorso in carcere non esce migliore”, ha proseguito Rita Bernardini. “Quindi c’è molto da lavorare, anche con gli Uffici di Esecuzione Penale Esterna e con gli Uffici di Sorveglianza, per il reinserimento sociale di queste persone; ma deve collaborare tutta la collettività, dalle istituzioni ai cittadini volontari, perché molta strada dev’essere fatta. Alcuni valori del cristianesimo mi sono stati trasmessi: Cristo frequentava gli ultimi, e di Scribi e Farisei non aveva una buona opinione. Anzi, diceva che i dottori della Legge fanno portare alla gente normale pesi che non toccherebbero nemmeno con un dito. Ecco, cerchiamo di evitare questo”.
“Attenzione, perché se Rita Bernardini dovesse essere eletta c’è il rischio che lavori troppo e troppo bene”, ha commentato ironicamente l’avv. Vincenzo Di Nanna, segretario di Amnistia, Giustizia e Libertà Abruzzi che continua a portare avanti la campagna “Rita Bernardini Garante dei detenuti subito”. Insieme a lui Riccardo Chiavaroli, promotore della legge che istituisce in Abruzzo la figura del Garante dei detenuti, che ha dichiarato: “Si è avviato un percorso che spero porti a una larga condivisione di questa candidatura. Spero anche che si raccolga l’appello di Rita Bernardini: entro Pasqua, il Consiglio nomini il Garante”.
La vacatio in questo ruolo sta portando a seri problemi: primo fra tutti legato alle REMS, come ricorda il Vice Presidente del Consiglio Lucrezio Paolini.  “Non possiamo più aspettare: dobbiamo finalmente procedere alla nomina di Rita Bernardini che oggi ci ha dato dimostrazione della sua grande dedizione ai problemi del mondo carcerario che vanno dal sovraffollamento della metà degli istituti italiani alla carenza di personale specialistico per fare in modo che ci si possa adeguare alle normative europee,  memori anche delle sentenze della corte di Giustizia  Europea , ultima quella Torreggiani del 2013, che condannano l’Italia per trattamento disumano e degradante . Altro problema da affrontare è quello degli OPG che non sono ancora chiusi a causa degli spazi ancora insufficienti nelle REMS. I progetti messi in campo anche nella nostra Regione sono tanti e vanno dall’affettività in carcere alla territorializzazione della pena per una diminuzione della recidiva inoltre l’incentivazione del lavoro in carcere e fuori. Solo una politica attenta a sostenere una sana azione di recupero  potrà   prevenire  i reati.”
Si cerca, dunque, di arrivare alla nomina prima di Pasqua: ma non sarà facile stringere i tempi visto che, anche oggi, i consiglieri del Movimento Cinque Stelle hanno ribadito la loro opinione sulla candidata radicale
“Per quanto riguarda la Bernardini” dicono Gianluca Ranieri e il capogruppo Pietro Smargiassi “la nostra posizione resta la stessa e prescinde da qualsiasi giudizio di valore sulla persona che è fuori discussione. Anche se le battaglie portate avanti dal segretario dei radicali sono condivisibili, Rita Bernardini resta ineleggibile come Garante dei detenuti. Le sentenze, anche se relative ad atti di disobbedienza civile finalizzati ad affermare valori di principio condivisibili, sono un fattore determinante da cui non si può prescindere. Non possono ammettersi deroghe al rispetto di una legge vigente.”
Nella prossima Conferenza dei Capigruppo, presieduta da Giuseppe Di Pangrazio, convocata per martedì 22 marzo alle ore 10, saranno sentiti gli altri candidati alla nomina sul Garante dei detenuti: Braghini Salvatore, Cifaldi Gianmarco, Del Coco Rosita e Trisi Fiammetta.