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L’Aquila, un solido futuro per il Progetto Case?

Sono giorni caldi per la discussione sul futuro dei 19 quartieri del Progetto CASE a L’Aquila. Un mese fa, l’assessore alla partecipazione Fabio Pelini aveva svelato a IlCapoluogo l‘intenzione di voler abbattere i villaggi MAP e di mantenere gli edifici del CASE ad eccezione di quelli costruiti dalla Iter: questi ultimi hanno dimostrato di avere difetti costruttivi a seguito di un’analisi termografica (parliamo delle palazzine del balcone crollato a Cese).

In quell’intervista, Pelini citò la delibera 127 del dicembre 2011, con cui si stabilì che, di pari passo con l’avanzata della ricostruzione, si sarebbero pubblicati una serie di bandi per permettere anche ad altre categorie di ottenere un alloggio; ad oggi alcuni di questi sono già scaduti, altri aperti (social housing compreso) e altri ancora da pubblicare.

Il sindaco Cialente, nel corso di una conferenza stampa, dichiarò: “Tra Coppito e Roio abbiamo sette appartamenti che, pur non ancora occupati, sono però nella disponibilità dell’Azienda per il Diritto allo Studio Universitario; 30 li abbiamo destinati ad accogliere atleti, tra gli altri, de L’Aquila Calcio e de L’Aquila Rugby; ad Assergi c’è l’interessamento dell’INFN che vorrebbe situarvi una foresteria, mentre per Camarda e Sant’Antonio ci sono idee che, rispettivamente, vanno nella direzione della valorizzazione turistica e del tamponamento del fabbisogno abitativo degli utenti dell’ATER”. Due giorni dopo, lo stesso primo cittadino dichiarò al settimanale Oggi: “non li volevamo, verranno abbattuti”.

Ad ampliare il dibattito in questi giorni è il presidente della Regione D’Alfonso, che, parlando degli edifici del Progetto Case ha detto: “se adeguatamente infrastrutturati e collegati in termini di trasportistica alla vita della città ed alla funzionalità universitaria, possono diventare parte integrante di un vero e proprio campus diffuso di accoglienza studentesca. In questa ottica si può pensare anche alla realizzazione di piste ciclabili e di impianti sportivi che incrementino l’attrattività del polo universitario aquilano; si tratta – ha dichiarato – di un potenziamento realizzativo che può trovare accoglienza nell’impostazione del Masterplan alla luce del riconoscimento ulteriore della città capoluogo e della sua storica vocazione universitaria.”

La prima reazione arriva da Guido Liris, capogruppo di Forza Italia al Consiglio Comunale: “il Partito Democratico è allo sbando – scrive in una nota – la mano destra non sa quello che fa la sinistra, da una parte il PD cittadino chiede l’abbattimento del Progetto Case e dall’altra D’Alfonso ne propone la conversione a Campus Universitario. Se il Masterplan è un’entità ancora modificabile è necessario che le proposte siano partorite dal territorio, che vengano condivise con la popolazione aquilana, con le associazioni di categoria, con le rappresentanze sindacali e, soprattutto, approvate dal Consiglio Comunale dell’Aquila”.

Poi l’intervento dei due Dem aquilani, Stefano Albano e Stefano Palumbo: “Alle esigenze poste giustamente dal consigliere Pierpaolo Pietrucci si è risposto con un annuncio di trasformazione di alcuni degli insediamenti del Progetto Case in residenze universitarie, annuncio che non tiene conto della discussione che si è sviluppata in città e in Consiglio comunale sul destino di tali insediamenti e sulla residenzialità universitaria”.

Di qui la notizia di oggi: Carlo Benedetti, presidente del Consiglio Comunale, annuncia la convocazione di una seduta straordinaria sull’argomento per la mattina di lunedì 21 marzo, alla quale lo stesso D’Alfonso è stato invitato. Si parlerà di C.A.S.E. e di Masterplan.

Ferve il dibattito, dunque, mentre un gruppo di tecnici sta verificando lo “stato di salute” di tutti i 19 quartieri. Il destino del CASE, quindi, non poggia ancora su basi solide.

ARISCHIA – Sarà abbandonata a breve anche la new town di Arischia per problemi nella costruzione delle palazzine (sempre a cura della Iter); con ogni probabilità gli inquilini saranno trasferiti nei MAP della stessa frazione, quegli stessi MAP che nel 2013 vennero dichiarati inagibili e conseguentemente sequestrati.

Di recente, infatti, la magistratura ha fatto marcia indietro, affermando che tali moduli non presenterebbero danni strutturali: di qui la decisione del Comune di effettuarvi lavori di manutenzione al fine di renderli nuovamente abitabili.

Per discutere della questione, l’Amministrazione Separata dei Beni Demaniali dei Naturali di Arischia, in una nota a firma del suo presidente Elia Serpetti, ha invitato ufficialmente l’assessore Pelini ad intervenire in un incontro con la popolazione della frazione aquilana per riferire sul futuro delle abitazioni del Progetto CASE. “Ci sembra opportuno – dichiara Serpetti – che l’assessore, che più volte ha rifiutato di venire ad Arischia, incontri la popolazione per far luce sulla vicenda e per verificare di persona il danno che il Comune dell’Aquila sta arrecando alla nostra frazione. Infatti lo sgombero immotivato del progetto CASE costringe inesorabilmente il paese allo spopolamento ed alla conseguente chiusura di alcune sezioni della scuola materna e dell’infanzia”.