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Gustav Thoeni: Giusto far pagare il soccorso in montagna

di Eleonora Falci

Un nome, una leggenda. Chi ama lo sport, e lo sci in particolare, non può non conoscere Gustav Thoeni: tre medaglie olimpiche, quattro mondiali, quattro coppe del mondo, tre di slalom gigante e due di slalom speciale. Un campione umile quanto eccezionale, leader del circo bianco negli anni ’70, che fece innamorare tutta Italia di quello sport, lo sci, che fino ad allora era una disciplina per pochi: ma dalle sue vittorie nasce la voglia di praticare questo sport e diffonderlo a livello nazionale e non solo per i ‘ricchi’.

Lui ricco non era: ma è figlio della montagna, che adora. E di quello Stelvio sul quale, ahimè solo telefonicamente, lo raggiungiamo nel fine settimana appena trascorso.

Insieme a lui, Paolo De Luca, Maestro  di  Sci  e Accompagnatore  di  media  Montagna  di Pietracamela che è fra i consulenti che la Regione Abruzzo sta interpellando per la stesura della legge REASTA sul soccorso alpino a pagamento.

Gustav Thoeni

(nella foto, Thoeni e De Luca)

«Sono molto favorevole a questa proposta» esordisce il pluricampione. «E’ già attivo in diverse regioni italiane, ma solo nel nord. Fa bene, dunque, la Regione Abruzzo ad insistere e a portare avanti una proposta del genere, che gli amanti della montagna non possono non condividere».

Il testo definitivo verrà proposto in un tavolo il prossimo 17 marzo: alla presentazione, immediatamente precedente alla discussione in consiglio regionale, parteciperanno le Guide alpine, il Dipartimento emergenze del 118, rappresentanti del Cai, dei Maestri di sci, delle Squadre di Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, Forestale e della Polizia. Merito dell’istituzione di questo tavolo e della stesura di questa legge va anche ai consiglieri regionali Pierpaolo Pietrucci e Luciano Monticelli, che hanno preso a ben volere questa proposta e si sono impegnati, una volta pronta, a portarla in Aula.

Gustav Thoeni

«Non dimentichiamo che l’imprudenza di alcuni escursionisti o sciatori non solo mette in pericolo la loro vita, ma anche quella dei loro soccorritori – prosegue Gustav Thoeni -. Qui in Alto Adige chi va spesso in montagna fa la tessera e l’assicurazione annuale con il CAI, all’interno della quale è previsto anche il soccorso in caso di necessità. Ma ovviamente si parla di persone che amano la montagna, la conoscono e la rispettano al tempo stesso».

Pagare di propria tasca il soccorso in caso non sia strettamente necessario può porre un freno all’imprudenza e alla superficialità con la quale alcuni affrontano la montagna? chiediamo al campione.

«Certo. E’ bene che sia previsto il pagamento in caso di mancata necessità dell’intervento: non è possibile mettere a repentaglio la vita dei soccorritori, e la propria, per imprudenze».

Ricordiamo, tra l’altro, che il soccorso aereo costa moltissimo: un minuto di volo di un elicottero medicalizzato può arrivare a costare anche 200 euro e si tratta di cifre che pagano tutti i cittadini attraverso le tasse.

Il discorso scivola poi sul Gran Sasso. «Anche lì avete una gran bella montagna – dice il ragazzo di Trafoi -. Non ci vengo però da un bel po’: venivo a farci le gare, da giovane».

Gustav Thoeni
(nella foto Gustav Thoeni con Alberto Tomba)

Una montagna senza dubbio diversa dalla sua: non solo per la geografia, ma anche per la notorietà e, indirettamente, per lo sviluppo di una economia attorno ad essa.

Umile e franco, il campione non entra nello specifico della gestione pubblica o privata della nostra montagna. Ma parla della propria, spiegando come si è riusciti, anche da parte degli albergatori (dei quali fa parte, visto che gestisce un hotel con la famiglia a Trafoi, ndr) a fare di quei posti un punto di riferimento per il turismo, anche straniero.

«Qui c’è turismo già da molto tempo: è un settore che è stato molto seguito e che si è sviluppato enormemente grazie anche ad una politica attenta e alla promozione della cultura della montagna. Il turismo non è solo invernale: noi, ad esempio, siamo avvantaggiati dalla vicinanza con il Passo dello Stelvio, una tappa obbligata per chi viene in zona anche in estate. Sono felice di accompagnare personalmente i clienti ed i turisti lì e a far conoscere la zona: perché per noi l’importante è far avvicinare i turisti, dai bambini di un mese ai novantenni, alla montagna, facendo loro conoscere le zone, i panorami più belli, i posti tipici in cui poter mangiare o andare».

Gustav Thoeni

Insomma, in una parola sola, sinergia: fare rete con le altre strutture del territorio, con i produttori locali, con gli altri albergatori. Avere una visione complessiva, anche dal punto di vista politico, della montagna e del suo sviluppo, senza guardare agli interessi dei singoli: nel segno, soprattutto, dell’amore per le nostre vette, affinché possa portare ad effettivi vantaggi per tutta la popolazione della zona.

Lui, il timido ragazzo di Trafoi, ha nelle sue parole l’amore per quella montagna sotto la quale è nato e cresciuto. E non potrebbe essere altrimenti, in uno scambio costante di vita, vittorie e successi con lo Stelvio: dopo la carriera da atleta è passato a quella di allenatore di campioni come Alberto Tomba. Ora Gustav Thoeni fa l’albergatore. “E il nonno”, ci tiene a precisare, umile come pochi. E conclude la telefonata col suo accento inconfondibile: «Saluti! Saluti!»