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Ritorno dei negozi in centro: associazioni di categoria ottimiste ma alla finestra

di Angelo Liberatore

Orientamenti favorevoli, pur nella necessità di limare qualche passaggio operativo.

Sono quelli che si registrano ascoltando la voce dei rappresentanti delle associazioni di categoria aquilane, a 24 ore dalla notizia del varo di una serie di provvedimenti tesi ad erogare incentivi economici per le attività produttive – vecchie e nuove – che si impegnino a trovare una sistemazione nel Centro Storico di L’Aquila, delle frazioni e degli altri Comuni del Cratere.

Un piano che, in cifre, dovrebbe interessare almeno 400 negozi con una ricaduta occupazionale stimata in circa 2000 posti di lavoro.

Agostino Del Re, Dirigente Provinciale aquilano di CNA, si focalizza in particolare sulla situazione delle vecchie attività in fase di ricollocazione, per le quali sarebbero previste erogazioni fino all’80% dei costi ammissibili arrivando alla soglia massima di 200mila euro: “Bene il provvedimento, ma abbiamo sempre detto, e lo ribadiremo quando saremo interpellati, che l’importante è il loro ritorno in Centro storico, senza agganciare a questo l’obbligo del rientro negli stessi locali occupati prima del terremoto”.

“Questo – continua Del Re – soprattutto alla luce degli effetti della Legge Barca che, ricordo, dichiarò decaduti tutti i contratti di locazione in essere al momento del sisma”.

“La nostra idea – argomenta ancora – anche tenendo conto dello stato attuale della ricostruzione, è che i locali commerciali restituiti alla piena fruibilità debbano immediatamente essere messi a disposizione dei commercianti da parte dei proprietari. Qualora questo non avvenisse – chiosa Del Re – sarebbe auspicabile un intervento del Comune che, come deterrente, vada ad applicare un canone di tassazione consistente sugli spazi sfitti”.

Posizione cauta, ma tendente all’ottimismo, anche quella espressa dal Direttore Regionale di Confcommercio, Celso Cioni: “Per ora, sulla stampa sono venute fuori solo indiscrezioni successive ad un incontro preliminare. Noi aspettiamo di conoscere bene i dettagli dell’operazione, anche se è innegabile come faccia piacere il fatto che il Comune, finalmente, abbia recepito istanze da noi già portate sui tavoli regionali che erano stati istituiti ad hoc”.

Ed in attesa della convocazione civica per il confronto diretto, Confcommercio ha già predisposto il suo piano di integrazione normativa, ma Cioni non si sbottona: “Posso solo dire – conclude Cioni sorridendo – che porteremo una grande novità riguardo l’ambito degli affitti”.