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Ingegneri: meno burocrazia nella ricostruzione delle frazioni

“Serve snellire soprattutto la macchina burocratica che spesso rallenta l’operato dei professionisti. Si tratta di un ostacolo che attraversa l’Italia ma diventa ancora più pesante in territori delicati come quello de L’Aquila che deve accelerare i tempi della ricostruzione”. Il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia dell’Aquila Elio Masciovecchio ha insistito soprattutto su questo particolare aspetto in occasione dell’audizione avvenuta durante la Commissione Territorio del Consiglio Comunale cittadino per la ricostruzione delle frazioni cui hanno preso parte tra gli altri l’assessore Di Stefano e Raniero Fabrizi dell’Usra. “Abbiamo molto apprezzato questa iniziativa e la disponibilità mostrata dalle istituzioni – spiega ancora Masciovecchio – ora attendiamo di vedere il proseguo delle attività”. Uno dei nodi critici, relativo alle integrazioni successive alla progettazione, è stato subito affrontato dagli ingegneri: “Vogliamo comunque specificare che tali integrazioni sono dovute nella grande maggioranza dei casi proprio ai rallentamenti burocratici che ci portano a dover consegnare più volte le medesime documentazioni di cui gli uffici sono già in possesso”. L’incontro è stato utile anche per ulteriori precisazioni: “Una delle difficoltà che i progettisti hanno incontrato in questi anni è stata la richiesta di progettazioni su tutto il territorio, comprese le periferie, quando era evidente dall’inizio che si sarebbe operato prevalentemente sul centro storico. Molti hanno svolto un lavoro immane quindi, ed inutile, visto che non hanno ricevuto alcun compenso non avendo i lavori trovato ancora esecuzione”, spiega Masciovecchio che continua: “Abbiamo chiesto che possa essere effettuato il dovuto riequilibrio tra il costo dell’edilizia residenziale cui si riferiscono le schede parametriche che fanno riferimento al 2007 ed il prezzario attuale. Oggi i contributi su cui si può contare sono infatti commisurati al costo dell’edilizia residenziale pubblica del 2007, per cui, a fronte dello sbilanciamento tra costi e contribuzioni, ecco che si ricostruisce di meno. E’ necessario che le opere da realizzare rientrino interamente nel complesso dei contributi previsti. Il tutto esclusivamente nell’interesse dei cittadini che non devono subire ulteriori danni economici”. Infine, ma non certo ultimo in ordine di importanza, l’aspetto relativo alla trasparenza “cui non siamo affatto contrari – conclude Masciovecchio – tutt’altro, siamo favorevoli alla pubblicazione dei nomi dei tecnici impegnati nella ricostruzione. Ben vengano quindi azioni che aumentino il livello di trasparenza necessari a indicare e chiarire le situazioni in atto, ma che sia una trasparenza non univoca. Vorremmo infatti la pubblicazione, oltre che dei nomi dei progettisti ed esecutori, anche dei tecnici  istruttori che danno il via libera alla realizzazione delle opere”.