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Casalesi e ricostruzione: CGIL nazionale in prima linea nel processo

Ad annunciarlo il Segretario Nazionale del sindacato, Susanna Camusso, a margine di un’assemblea degli iscritti prevista nel capoluogo d’Abruzzo e volta a presentare la proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione di una “Carta dei diritti universali del lavoro”.
 Tornando all’ambito giudiziario, l’indagine della Procura Distrettuale Antimafia di L’Aquila era relativa ad infiltrazioni del clan camorristico dei Casalesi in alcuni cantieri della ricostruzione post terremoto ed ha anche portato alla luce il sussistere di metodi estorsivi nei confronti degli operai, costretti a restituire oltre il 50% dei salari loro versati.
 L’udienza in calendario il 30 maggio prossimo segnerà un passaggio fondamentale nella storia della sigla sindacale confederata che, per la prima volta, entrerà in un’aula di Tribunale per seguire un procedimento non riguardante l’ambito specifico degli infortuni sul lavoro.
 “Abbiamo scelto di costituirci parte civile – afferma il Segretario Nazionale CGIL Susanna Camusso – perché situazioni come questa, in cui il caporalato diventa strumento per portare avanti l’operatività di un settore produttivo, si pongono in diretto contrasto la solida base di legalità che il lavoro stesso richiede”.
 “Purtroppo – continua Camusso – stiamo vivendo un periodo storico in cui, anche a causa della crisi, si è persa questa concezione e, invece, impera il luogo comune del ‘lavoro purchè sia’: si tratta di uno dei più giganteschi alibi alla crescita del sommerso ed alla frantumazione delle tutele occupazionali. Come CGIL vogliamo contrastare in maniera concreta questo stato di cose, anche entrando in maniera diretta nell’iter giudiziario”.
 Un iter giudiziario al quale, differentemente da CGIL, non prenderanno parte i lavoratori che sono stati soggetti agli atti di vessazione.Questi ultimi, infatti, hanno rinunciato a costituirsi parte civile.
 “Proprio per via di una situazione che potrebbe favorire gli imputati – dice l’avvocato Massimo Di Celmo, componente della Consulta Giuridica in CGIL nazionale – la nostra presenza sarà ancora più importante: assumeremo il ruolo di sentinelle e chiederemo conto di tutti i passaggi poco chiari, sempre nell’ottica della tutela completa dei lavoratori. Chi intende portare avanti simili situazioni di illecito – conclude Di Celmo – deve sapere che, da oggi, ha un nemico in più”.Alle voci degli esponenti nazionali della sigla sindacale, si aggiunge anche quella di Umberto Trasatti, Segretario Provinciale aquilano della CGIL che, tra l’orgoglioso ed il rammaricato, ricorda come: “Fin dal 2013, dopo accurati controlli condotti in tandem da Camera del Lavoro e Fillea, denunciammo situazioni poco chiare nell’ambito della ricostruzione post terremoto. All’epoca – aggiunge – fummo duramente attaccati e criticati; poi, però, sono arrivate le inchieste e gli arresti”.