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Migranti: troppi a Pizzoli, il sindaco scrive al Ministro

Giovannino Anastasio, sindaco di Pizzoli, scrive al Ministero dell’Interno e alla Prefettura dell’Aquila sulla questione accoglienza migranti, chiedendo di coinvolgere  i comuni nei processi di assegnazione e di riparto dei migranti anche quando questi passino al di fuori delle procedure SPRAR.

Secondo le ultime assegnazioni il comune dovrebbe ospitare sul proprio territorio 106 migranti, oltre al minore, assegnati e gestiti direttamente dalla Prefettura mediante bandi rivolti ad associazioni private.

PIZZOLI GIA’ OSPITA MIGRANTI: Anastasio sottolinea che nel giugno 2015 il comune di Pizzoli aveva già aperto le braccia ai migranti: il comitato territoriale Arci L’Aquila, che gestisce il progetto Sprar del Comune dell’Aquila e del Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Pizzoli, aveva accolto sedici migranti accolti e poi integrati nell’attività lavorativa di competenza comunale. Inoltre, è già attivo un canale di accoglienza di tipo privato che vede sul territorio la presenza di circa una ventina di altri migranti presso una struttura alberghiera locale, tra di questi vi è un minore e pertanto è stato nominato tutore il sindaco.

 

“Il comune di Pizzoli è  un comune accogliente nei confronti dei migranti e dei richiedenti asilo” – sottolinea il sindaco Giovannino Anastasio.

Ma le ultime assegnazioni creano uno squilibrio evidente: “Tale numero rapportato alla popolazione del comune di Pizzoli è esorbitante non di per sé, ma confrontato sia al dato insignificante degli altri comuni assegnatari, tra cui anche comuni come Avezzano, Sulmona, L’Aquila – i quali sono destinatari, in proporzione, di un numero molto più basso di migranti-  e sia al fatto che non tutti i comuni della provincia dell’Aquila sono destinatari di tale assegnazione”.

MODALITA’ DI ASSEGNAZIONE MIGRANTI DA RIVEDERE: SINDACI NON COINVOLTI: Il sindaco sottolinea un aspetto che non va giù nemmeno a molti altri sindaci (Migranti in arrivo: la parola ai sindaci): le modalità di affidamento dei migranti assegnati e gestiti direttamente dalla Prefettura mediante bandi rivolti ad associazioni private e senza coinvolgimento alcuno delle autorità locali di pubblica sicurezza e dei titolari della gestione dei territori comunali, i sindaci appunto: infatti, tale canale di flusso dei migranti e di contestuale finanziamento è esclusivamente rivolto alle associazioni e non prevede l’interessamento dei comuni sede del territorio di assegnazione.

“Non si tiene conto degli equilibri  creando   problemi di varia natura tra gli interessi degli abitanti del paese e quello delle persone migranti assegnate, snaturando totalmente  l’obiettivo di fondo dell’accoglienza e dell’inserimento nel contesto sociale della comunità di assegnazione.”