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Elezioni comunali all’Aquila, messaggi in codice

Continuano i messaggi in codice sulle elezioni comunali all’Aquila, a colpi di interviste sibilline, smentite dei presunti pretendenti, articoli di stampa più o meno fantasiosi. La preoccupazione dei potenziali candidati, come sempre accade nello scenario della cattiva politica, si concentra più nell’impallinare gli avversari temibili che non nell’esporre le proprie reali intenzioni, che restano ben nascoste rispondendo alla vecchia tattica politica del “candidato presto presentato è candidato subito bruciato”. Il gioco assomiglia sempre di più alla canzone di Jannacci: “vengo anch’io…no tu no”. Interdire, bruciare, delegittimare … è la preoccupazione dei più, invece che proporre, dibattere, partecipare alla scelta del futuro Sindaco dell’Aquila. Ma tant’è, questa è la politica politicante.

E nella telenovelas a molte puntate delle elezioni comunali non poteva mancare la solita “lolliade”. Ad ogni appuntamento elettorale si parla di Lolli, dell’inossidabile protagonista di cinquant’anni di politica aquilana. Lui sta coperto, non parla e non dice, lo tirano per la giacca e tace, lo citano e non risponde. A nostro parere, Lolli sta bene dove sta. L’Aquila ha bisogno di un Vicepresidente della Regione capace ed esperto, come è Lolli, che sappia per quanto possibile difendere gli interessi della città da uno squalo politico come D’Alfonso, del tutto proiettato sulla difesa degli interessi di Pescara. E’ peraltro evidente che la candidatura di Lolli a Sindaco interessa molti personaggetti della Regione che, esclusi da ruoli prestigiosi, potrebbero ambire alla sua poltrona di Vice Presidente. E così si comprende il tifo che, per Lolli, starebbe facendo Camillo D’Alessandro, orfano della comoda poltrona di Sottosegretario alla presidenza. Un tifo quantomeno interessato, quello di D’Alessandro, come lo è quello di Cialente, anche lui interessato, si dice, alla sedia dorata di Lolli in Regione.

Lolli o non Lolli, noi diciamo “vengo anch’io…si tu si”. Nell’ambito di quel territorio confuso che si definisce centrosinistra, tutti devono poter candidarsi a fare il Sindaco dell’Aquila, ma a decidere devono essere i cittadini con il metodo delle primarie. Questo vale per Lolli, vale per Benedetti e vale pure per Trifuoggi. Vale per tutti.

Nessuno deve poter evitare la trasparenza delle primarie. Chi non si candida non vuole misurare il suo reale consenso tra la gente. Vuole invece essere candidato sulla base di patti segreti ed oscuri compromessi stipulati nelle maleodoranti paludi della piccola e melmosa politica. Eventuali accordi di vertice, senza primarie, sanno di vecchio, di vecchia politica, di politica politicante, di apparato fossile ed inamovibile.

Ci vogliono le primarie. Tutti si devono poter candidare e misurare con gli altri candidati. Questa è la strada per fare il candidato Sindaco. Chi vince le primarie farà il candidato, chi perde cederà il passo al candidato scelto dai cittadini e lo appoggerà lealmente, senza se e senza ma.

Questa è la vera democrazia, senza le scorciatoie delle segrete e puzzolenti stanze della morente partitica.

Una cosa deve essere chiara a tutti:  se si nega a qualcuno il diritto alle primarie, con trucchi ed inganni, questo qualcuno potrebbe poi candidarsi comunque a Sindaco,  e togliersi quantomeno lo sfizio di far perdere l’eventuale unto dal Signore.
A buon intenditor, poche parole.

P.S.C.