IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio

Giovanni Di Pangrazio bleffa pure sulle antenne

“Siamo alle solite Calimero”, recitava la celebre frase di uno spot televisivo degli anni ’60. E siamo alle solite  anche sulla spinosa questione delle antenne di telefonia mobile, sul cui selvaggio proliferare impazza la polemica di queste settimane. L’amministrazione Di Pangrazio non governa, non decide, non vuole assumersi responsabilità e procede a colpi di comunicati stampa seriali, cercando così di prendere tempo e di tirare a campare. Così è sull’isola pedonale, così è sul restyling del centro storico, così è sul nuovo Municipio, così è sulla piscina ed è pure così sulle antenne, solo per citare i casi recenti.

Anche in questo caso il sindaco ha deciso di non decidere. E’ ridicolo che soltanto alla fine del mandato si faccia da parte dell’Amministrazione il monitoraggio dell’inquinamento elettromagnetico, così come annunciato dall’ass.Verdecchia, che durerà addirittura per tutto il 2016 e che servirà a prendere le decisioni sull’argomento. E chi le prenderà queste decisioni? Non certo Di Pangrazio, dato che tra un anno, fortunatamente, ad Avezzano si vota per un nuovo sindaco.  E quindi per tutto il 2016 continuerà il far-west delle antenne, dato che i gestori continueranno ad installarle sulla base della semplice formula del silenzio assenso, il che significa che Comune assente equivale ad antenne installate.

Una vera e propria presa per i fondelli, l’ennesima ai danni dei cittadini di Avezzano.

Eppure il Comune dispone di importanti strumenti amministrativi utilizzabili se solo si volessero tutelare i cittadini invece che gli interessi particolari dei gestori di telefonia e dei “fortunati” proprietari dei terreni sui quali le antenne vengono posizionate. Strumenti di tutela dei cittadini che potrebbero essere facilmente applicati dal sindaco, sempre che ne abbia la volontà politica ovviamente. Ma ad Avezzano questa volontà è semplicemente assente. Prova ne sia il fatto che il sindaco, in ben quattro anni, ha accuratamente evitato di far redigere il “Piano di localizzazione delle antenne”, una pianificazione che tutti i comuni normali fanno.

Ma evidentemente Avezzano non è un Comune amministrato  normalmente. La legge è chiara: i comuni possono pianificare la localizzazione dei ripetitori definendo motivatamente le aree in cui non è possibile collocarli sulla base del principio di precauzione, evitando ad esempio gli impianti nei pressi delle scuole e degli ospedali.  Ma pare che la volontà politica di questa Amministrazione sia solo quella di creare confusione e palude, perché nel caos il sindaco “uomo-solo-al-comando” alla fine decide tutto da solo e soddisfa gli interessi che più gli interessano.

Ma come mai questa Amministrazione, seppure guidata da un “supertecnico” arriva sempre così in ritardo sulle scadenze importanti? Come possono i cittadini di Avezzano sentirsi tutelati da “decisori” che non decidono nulla ed avviano il monitoraggio sull’inquinamento causato delle antenne solo a fine corsa e solo dopo innumerevoli proteste? Su tutte le questioni delicate e complesse, Di Pangrazio simula e dissimula a seconda delle contingenti convenienze, ritiene evidentemente che i comunicati stampa fumogeni siano la migliore scorciatoia per aggirare la complessità delle scelte di governo, ritiene che con i vittimismi alla Calimero possano recuperare la fiducia irrimediabilmente perduta degli elettori.

Basta! Basta con i bluff e con i giochi di prestigio! Non si governa così! Chi mercifica illusioni rimane presto preda dei suoi stessi illusionismi, perché un conto sono le promesse elettorali, un altro è camuffare sistematicamente la realtà. Chi governa deve assumersi responsabilità e deve rispondere del proprio operato, non può fare solo propaganda, non è una cosa accettabile da parte di un sindaco e di una intera Amministrazione. Evidentemente allo sbando.

L. S.