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Migranti a Fossa: solidarietà o barricate?

Sono giorni roventi a Fossa. Nel piccolo Comune a pochi chilometri dall’Aquila pochi giorni fa si è tenuta una assemblea di cittadini e amministratori che ha avuto come tema l’arrivo, a scaglioni, di 50 migranti nella località Cerro.

Un’assemblea molto partecipata, nella quale i cittadini hanno espresso i propri dubbi relativi all’accoglienza e ai servizi che può offrire la comunità, soprattutto in una località come quella del Cerro in cui ad oggi abita solo un centinaio di persone: di fatto, quindi, con l’arrivo dei cinquanta migranti, la popolazione in zona aumenterebbe della metà. Nella giornata di mercoledì si terrà un consiglio comunale, a Fossa, mentre è già partita una raccolta firme nella quale si chiede che non vengano, in sostanza, ospitati i migranti per i quali, quindi, va studiata una sistemazione diversa.

Un paese che dice no a questo arrivo di migranti ma che, comunque, in passato e anche nel presente si è distinto per diverse iniziative di solidarietà e inclusione: dalla festa dell’Amicizia alla presenza viva e allegra del parroco, nigeriano, Don Gaetano. Il sindaco Antonio Gentile ci ha tenuto, infatti, a sottolineare che c’è solo la necessità di garantire una convivenza serena e una vera integrazione.

Fatto sta che sta salendo, complici anche dichiarazioni politiche non proprio ortodosse, la polemica intorno all’arrivo di migranti non solo nell’Aquilano ma anche in provincia. Si terrà domani, infatti, presso la sede del PD in Viale della Croce Rossa, un incontro del Partito Democratico proprio sul tema dell’accoglienza ai migranti, al quale parteciperà anche il coordinatore dei sindaci del cratere Francesco Di Paolo.

Ma l’Aquila che ruolo ha in questa diatriba?

“E’ impossibile restare indifferenti davanti alle immagini, drammatiche e toccanti, dei migranti addossati ad una rete di filo spinato, in campi profughi improvvisati dove i bambini combattono quotidianamente in un inferno di fame, freddo e degrado, in condizioni igieniche disastrose. Un quadro rispetto al quale lo stesso Papa Francesco ha rivolto appelli accorati alla comunita’ internazionale. Un obbligo morale che implica un’assunzione di responsabilita’ da parte di tutti, anche della nostra comunita’”. Ha affermato il consigliere comunale dell’Aquila Enrico Perilli (Prc).

L’Aquila, Citta’ della Pace – sottolinea l’esponente politico – non puo’ restare a guardare, negando accoglienza ai rifugiati. Invito dunque i colleghi consiglieri D’Eramo e Imprudente, di cui conosco l’umanita’ e la profonda coscienza civica, al di la’ delle posizioni politiche contrapposte e dello scontro ideologico, e gli amministratori del Comune di Fossa, a considerare la situazione alla luce del dramma umanitario che si configura. Se guardiamo alle cifre e alle percentuali, vediamo bene, tra l’altro, come la presenza di 50 migranti, peraltro in situazione di stretto controllo all’interno di strutture protette, in cui seguono percorsi formativi, non possa costituire un problema per la comunita’. Tanto piu’ che si tratta di famiglie, molte con bambini piccolissimi, stremate dalla guerra e dalle privazioni.

Ricordo che il numero dei migranti che i Paesi europei, alcuni dei quali hanno un reddito pro capite tra i piu’ alti al mondo, dovrebbero accogliere e’ insignificante rispetto alla popolazione residente. Nulla a che vedere con quanto accadde in Giordania e in Libano dopo l’occupazione dei territori palestinesi da parte di Israele, quando Paesi piccoli e senza grandi risorse economiche accolsero un numero di rifugiati che quasi eguagliava gli abitanti di quelle Nazioni.

La solidarieta’, oltre ad essere un obbligo morale – dice Perilli – costituisce anche il miglior antidoto contro emarginazione e delinquenza, come sostengono i piu’ autorevoli analisti e come testimonia l’esperienza di altri Stati. Un obbligo che, a maggior ragione, dovrebbe incontrare la sensibilita’ di un popolo, come il nostro, che e’ stato segnato da una lunga storia di emigrazione, e di una citta’, come la nostra, che tanto ha ricevuto in termini di solidarieta’”, osserva infine il consigliere comunale.