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Unesco: Pizza o Perdonanza?

Ci siamo: è il gran giorno. Quello in cui la Commissione nazionale italiana per l’Unesco, che si riunisce oggi a Roma, valuterà se confermare la candidatura dell’ Arte dei Pizzaiuoli napoletani o ripresentare quella della Perdonanza Celestiniana dell’Aquila per l’ingresso nella “Lista Unesco del patrimonio culturale immateriale dell’umanità” che sarà poi valutato dall’istituzione con sede a Parigi.

A livello mediatico non c’è dubbio su chi vinca.
Sono state oltre 600mila, infatti, le adesioni alla campagna pro pizza promossa dall’ex Ministro alle Politiche Agricole Alfonso Pecoraro Scanio con la Fondazione Univerde e a cui hanno aderito, oltre al Sistema Confesercenti, anche Coldiretti, Cna e l’Associazione dei pizzaiuoli napoletani. Firme che, sperano, avranno un peso nella decisione della Commissione, considerata l’ampia partecipazione.
Per il Sistema Confesercenti, che ha portato 50mila firme a sostegno della petizione #PizzaUnesco, “la pizza è uno dei prodotti simbolo della cucina e della cultura italiana nel mondo. Ma è anche un patrimonio da preservare dagli effetti collaterali della globalizzazione. Il giro d’affari nel nostro Paese, tra pizzerie, pizza a taglio, panetterie e pizze surgelate, si aggira sui 12 miliardi l’anno”.
Striscia la notizia, programma che da sempre tasta il polso del “popolo”, ha dato spazio e visibilità alla candidatura della pizza napoletana con un servizio, due giorni fa, molto seguito. Tanto da non nominare, quasi, l’avversaria: la Perdonanza Celestiniana.

La candidatura della festa religiosa che si tiene ogni anno all’Aquila, istituita nel 1294 per volere di Papa Celestino V, era già stata presentata lo scorso anno: ma ebbe esito negativo. Oggi si ritenterà con un dossier aggiornato.

Alla riunione è prevista la partecipazione, tra gli altri, di rappresentati dei ministeri delle Politiche Agricole, nonché dei Beni Culturali, Esteri, e Sviluppo economico.