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Nuova rete sanitaria in Abruzzo: la ricetta della politica aquilana

Vocazioni, bacini d’utenza, logistica: saranno questi i tre concetti fondamentali dai quali la politica abruzzese dovrà partire per sviluppare la riflessione operativa che porterà al riassetto complessivo della rete di assistenza sanitaria regionale, da attuare in ottemperanza al Decreto Ministeriale firmato da Beatrice Lorenzin.

Una tripartizione delineata con chiarezza dal Sindaco di L’Aquila Massimo Cialente e dalla Senatrice Dem Stefania Pezzopane.

“L’Abruzzo – dice Cialente – ha un milione 300 mila abitanti e dunque potrà contare su un unico ospedale di secondo livello ad alta specializzazione: torno a ribadire come l’impostazione che vorremmo fosse raccolta, è quella di distribuirne le Unità Operative su due poli distinti, ossia L’Aquila/Teramo e Chieti/Pescara. In questo modo sarebbe assicurata anche la pari dignità per le Facoltà di Medicina attive in Abruzzo”.

Una soluzione all’insegna dell’assoluta equità, quindi, ma che potrebbe nascondere delle insidie, in particolar modo riguardo l’assegnazione delle Unità Operative, come spiega la Senatrice Stefania Pezzopane: “Se il Direttore dell’Agenzia Sanitaria Regionale Alfonso Mascitelli non studierà i singoli casi territorio per territorio ma, invece, seguirà il criterio del bacino medio di popolazione, le aree interne rischierebbero una forte penalizzazione in termini di servizi offerti all’utenza”.

Un esempio pratico degli effetti dell’applicazione della regola del bacino medio di utenza sarebbe la non attivazione, a L’Aquila, dell’Unità di Radioterapia: “Mancanza – dice ancora la Pezzopane – in netto conflitto con l’idea di fare del San Salvatore un ospedale a vocazione oncologica; così si fornirebbe un servizio incompleto ed il cittadino, considerando le peculiarità di quel tipo di malattia, sarebbe disincentivato a curarsi nel nostro nosocomio”.

Insomma, tante criticità da superare nel più breve tempo possibile, per arrivare ad una rete sanitaria che possa garantire a tutti i cittadini abruzzesi parità di accesso ai servizi di diagnosi e cura nonché un abbattimento della mobilità verso le strutture extra regionali.

“In questo senso – dice Cialente – serve uno studio per capire quali sono i comparti più in sofferenza ed agire di conseguenza. Nel prossimo futuro non dovranno esserci più viaggi della speranza”.

L’unica apertura il Primo Cittadino la fa sulle cosiddette “super specialità”, come ad esempio la chirurgia neonatale: “Allo studio – afferma – potrebbe esserci la stipula di accordi trans regionali che ovviino a queste carenze”.

Un passaggio, infine, Cialente lo dedica alla ASL aquilana, fresca di cambio di governance: “Si volta pagina – dichiara – e la prima cosa da fare è raccogliere i cocci di una struttura lacerata da un clima di profondissimo disorientamento”

Poi, il focus sugli obiettivi: “Entro un anno, puntiamo a diventare la prima Azienda Sanitaria d’Abruzzo e ad attestarci al top nell’ambito dell’intero Centro Italia”.

Tutto questo, Decreto Lorenzin permettendo.