IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio

Luigi Lusi: Non decidevo io come spendere i soldi

«Il tesoriere della Margherita avrebbe gestito in autonomia 214 milioni di euro per 11 anni» ha spiegato ieri Luigi Lusi nell’udienza del processo d’appello che lo vede imputato. Sono destinate a scatenare una bufera le parole di Luigi Lusi, già senatore ed ex-tesoriere della Margherita condannato in primo grado a otto anni di reclusione per aver sottratto soldi pubblici destinati al suo partito. Rendendo, infatti, dichiarazioni spontanee davanti ai giudici d’appello Lusi ha pronunciato parole che suonano come una chiamata in correità di Francesco Rutelli, che della Margherita è stato fondatore e leader indiscusso. Va detto che Rutelli è rimasto del tutto estraneo all’indagine.
Ciò nonostante, nelle sue dichiarazioni, Lusi ne ha descritto il ruolo come quello di un dominus assoluto anche nella gestione dei fondi. Quasi ad accreditare un’intesa tra tesoriere e leader sempre negata da Rutelli e che oggi invece Lusi ha tentato di accreditare all’interno del processo: «L’affermazione ripetuta sempre e ossessivamente da Francesco Rutelli secondo la quale nel partito il solo Tesoriere possa aver autonomamente assunto ogni decisione di spesa per 214 milioni di euro, per 11 anni – ha infatti detto -, non solo non è credibile, ma non sarebbe neanche materialmente realizzabile». È solo l’inizio di un crescendo a dir poco imbarazzante per l’ex-sindaco di Roma. «Secondo queste affermazioni – ha infatti aggiunto Lusi – sarebbe stato, quindi, il Tesoriere a decidere autonomamente di erogare milioni di euro per la Fondazione Centro per un Futuro Sostenibile di Rutelli, per il comitato Centocittà fondato da Rutelli, per pagare fatture per l’acquisto di infrastrutture da destinare alla sede e alla struttura organizzativa di Api (un partito nato nel 2009 per iniziativa di Rutelli e Bruno Tabacci, ndr) piuttosto che quelle di alcuni esponenti politici della fu Margherita attraverso i loro fiduciari, per le bollette Acea, e per il sistema d’allarme della casa romana di Rutelli».
La sentenza è prevista per il 31 marzo prossimo.
Non si fa attendere la replica, veemente, di Rutelli: «Dopo oltre quattro anni di ladrocinio, sono arrivati quattro anni di calunnie. Ma questa vergogna si ribalta su chi l’ha orrendamente architettata. E si ribalterà, nelle aule di giustizia, su chi l’ha amplificata, pur sapendo perfettamente che di miserabili calunnie si tratta».

Leggi anche:

luigi-lusi-domani-la-sentenza-del-secondo-grado/