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Manager Asl, Pietrucci: ‘il mio non è campanilismo’

Giorni caldi per la scelta del manager della Asl1 in uno scontro politico che dovrebbe risolversi nelle prossime ore. Di seguito la nota del consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci sull’annosa questione:

“A poche ore dall’importante scelta che la Giunta regionale deve compiere sulla nomina del direttore della Asl 1, torno a fare un appello perché la decisione venga presa sulla base del diritto alla salute degli abitanti delle aree interne.

Qualcuno pensa che battendomi per un manager che sia espressione del territorio e delle professionalità mediche della Asl stia facendo una banale espressione di campanilismo. Non penso che la questione possa essere semplificata e svilita fino a questo punto. Con l’appello compatto dei sindaci del territorio si è dimostrato l’interesse pubblico e generale di una nomina fatta secondo i criteri che ho ricordato: l’imminente riforma messa in moto dal decreto Lorenzin si tradurrà in una radicale riorganizzazione del servizio sanitario del nostro territorio.

Pertanto è necessario che al tavolo di negoziazione regionale vi sia un profondo conoscitore della realtà sanitaria provinciale che sappia riportare con efficacia tutte le istanze provenienti dal territorio. Per questo motivo il Presidente D’Alfonso e l’assessore alla sanità Paolucci hanno scelto per guidare le Asl di Pescara e Chieti due dirigenti medici.

C’è la necessità che L’Aquila e Teramo arrivino a costituire un ospedale di secondo livello, che la situazione di oggettivo svantaggio dei cittadini delle aree interne nell’ottica della fruizione del servizio sanitario venga tutelata e non peggiorata, che l’Università sia valorizzata. Non dobbiamo dimenticare che la Asl 1 è quella che produce la più alta mobilità attiva in Abruzzo. Non si capisce perché le competenze e le professionalità dei medici, artefici di un tale successo, debbano essere proprio qui vittime di una assurda conventio ad excludendum e non altrove, dove se ne fa un vanto e una risorsa attraverso la promozione a ruoli di gestione. Si stenta davvero a comprendere le ragioni che dovrebbero escludere a priori professionisti seri, competenti, onesti e soprattutto non disposti a prendere ordini da nessuno”.