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“Non ho vergogna a dirlo”, un libro per raccontare le due anime di Sabatino Ciuffini

Sceneggiatore per professione, poeta per vocazione: due anime che, reggendosi in perfetto equilibrio, delineano a 360 gradi la personalità di Sabatino Ciuffini, magistralmente sviscerata da Sonia Ciuffetelli nell’ambito della sua ultima fatica letteraria, intitolata “Non ho vergogna a dirlo” e fresca di una presentazione ufficiale bagnata da ottimo riscontro di pubblico.

“Volevo scrivere un libro su Sabatino Ciuffini fin dal 2003, anno della sua scomparsa – dice l’autrice – il progetto, però, ha poi subito uno stop e, di fatto, è arrivato a concretizzarsi solo nell’ultimo triennio”.

Un periodo di lavoro duro ed alacre, durante il quale Sonia Ciuffetelli ha dovuto costruirsi in maniera minuziosa la rete di fonti cui attingere le informazioni necessarie: “Sulla vita di Sabatino Ciuffini non esiste una bibliografia – spiega – quindi ho dovuto procedere rintracciando coloro i quali avevano avuto unrapporto diretto con lui”.


Ricerca che, dapprima, si è mossa nell’ambito della città di L’Aquila, dove Ciuffini era nato nel 1920: “Per tratteggiare gli anni della gioventù – dichiara Sonia Ciuffetelli – ho intervistato, tra gli altri, l’avvocato Attilio Cecchini e lo storico d’arte Ferdinando Bologna. Si tratta di due suoi amici fraterni che, nel corso degli anni ’40 del ‘900, con lui condividevano l’interesse per tutto ciò che avesse a che fare con l’ambito della cultura”.

Successivamente il focus è andato a centrarsi su Roma, città dove Sabatino Ciuffini si trasferì entrando così in contatto con il mondo del cinema.

Anche in questo caso, però, riannodare il filo degli eventi non è stato facile: “Molti dei cineasti con i quali ha lavorato – afferma Sonia Ciuffetelli – non ci sono più e io, avendo bisogno di dati specifici sulla sua attività di sceneggiatore, ho dovuto trovare una strada alternativa per perseguire la mia volontà di riscoperta”.

Strada che l’ha portata a mettersi in contatto con Nori Corbucci, moglie del regista Sergio con il quale Sabatino Ciuffini diede vita ad un sodalizio artistico della durata di più di un decennio.

Non solo registi, ma anche attori.

A trovare spazio nel libro, una intervista telefonica a Gastone Moschin (il Melandri di “Amici miei”, nda): “È stato molto disponibile – spiega Sonia Ciuffetelli – ha tracciato un ritratto di Sabatino carico di affetto ricordandone anche le doti poetiche”.

Il discorso, in maniera quasi inevitabile, scivola sul grande amore intellettuale di Sabatino Ciuffini, il componimento in versi: “Per formazione scolastica ed accademica era un classicista, nell’arco della sua vita ha pubblicato due raccolte che, intitolate rispettivamente ‘Lettere Romane’ e ‘Sfregazzi’, sono state pubblicate da Guidotti a cavallo degli anni ’80 e ’90 del secolo scorso”.

“Purtroppo – aggiunge la scrittrice – i volumi ad oggi non sono stati oggetto di riedizione e si trovano solo nel circuito delle biblioteche. Io, però – chiosa – ho voluto inserire qualche poesia nell’ambito del libro sia per dare una idea del lirismo di Sabatino Ciuffini, sia per utilizzarle come cartina di tornasole rispetto a momenti particolari della sua esistenza”.

In chiusura, la curiosità si sposta sul titolo dell’opera (edita da Portofranco grazie al contributo della Pro Loco di Coppito) e, a domanda specifica, Sonia Ciuffetelli risponde così: “Perchè ‘Non ho vergogna a dirlo’? È una frase che, in sé, contiene la summa del modo schietto e sincero con cui Sabatino Ciuffini ha sempre affrontato la vita”.