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Il crocifisso torna nell’aula del consiglio comunale

Non, però, nella sua posizione canonica, bensì in prima fila tra le sedie destinate al pubblico: a portalo, come aveva già annunciato una quindicina di giorni fa, Celso Cioni.
“Sono qui – afferma – in veste di privato cittadino, accompagnato da altre persone le quali hanno deciso di sposare questa forma di sensibilizzazione silenziosa che, a partire da oggi, sarà portata avanti in occasione di ogni convocazione di Consiglio comunale, fino alla fine dell’attuale Amministrazione”.
Un Cioni che, altresì, definisce “immotivata ed incomprensibile” la decisione assunta dall’Assise civica riguardo la rimozione del simbolo sacro.
Per argomentare questa posizione, il Direttore regionale di Confcommercio ricorre ad un excursus centrato sulle radici socio/culturali di L’Aquila: “la nostra è una città nell’ambito della cui storia rivestono una importanza capitale figure ed eventi, come ad esempio Celestino V e la Perdonanza, o ancora San Bernardino da Siena, intrise di significato religioso. Tutto questo non si può cancellare con un colpo di spugna”.
E per rafforzare questo concetto Cioni, oltre alla croce, ha portato, nell’aula intitolata a Tullio De Rubeis, anche un cartello con sopra una scritta assai evocativa: “Io non resto indifferente”.
Ma, allargando il discorso al momento storico globale, Cioni indifferente non si mostra neanche sulla questione dell’accoglienza dei migranti: “giusto lasciare le porte aperte – questo il suo pensiero – ma – ribadisce tornando a centrarsi sulla questione/crocifisso – senza perdere la nostra identità millenaria”.
In merito a questo punto, una proposta di mediazione arriva da Monica Pilolli, anche lei componente della delegazione oggi presente in Consiglio comunale.
“Non si può escludere qualcosa in nome dell’integrazione, sarebbe un ossimoro – dichiara – l’idea per uscire dall’impasse, in definitiva, potrebbe essere quella di affiancare al crocifisso anche i simboli delle altre confessioni religiose. La croce stessa – continua e conclude – è un simbolo di coesistenza che precorre l’ambito religioso risalendo, infatti, al IV secolo avanti Cristo”.