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I nodi della sanità aquilana, fra nomina del manager e futuro di Medicina

Un’altra settimana volge al termine e ancora non si ha idea del nome del prossimo manager della Asl 1: nemmeno la seduta del consiglio regionale di Pescara, martedì scorso, con annesse riunioni e colloqui fra consiglieri, è stata risolutiva. La presenza di Rinaldo Tordera, spalleggiato fortemente dal sindaco Cialente, fra il pubblico aveva fatto pensare che si fosse vicini alla sua scelta: ma ancora una volta non si è giunti all’accordo.

Troppo forte lo scontro tra le due fazioni iniziato settimane fa con il dibattito manager esterno/medico interno che ha trovato poi eco nelle posizioni, rispettivamente, del sindaco Massimo Cialente che promuoverebbe l’attuale presidente Asm Rinaldo Tordera, e  del consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci che ha invece più volte rimarcato la necessità di avere a capo della Asl 1 un “medico aquilano, meglio se donna“. I nomi di Patrizia Masciovecchio e Sabrina Cicogna, direttrice la prima del Dipartimento di medicina legale del San Salvatore, la seconda dell’unità di Cardiologia del nosocomio aquilano sono i più gettonati non solo dai medici e dai sindaci del territorio che hanno sposato la tesi di Pietrucci: ma soprattutto perché su di loro non graverebbe il peso di un eventuale ricorso da parte di altri contendenti. Cosa che, invece, come spiegato più volte, potrebbe accadere con la nomina di Tordera, visto che non fa parte dell’elenco degli idonei abruzzesi e nemmeno della short list stilata dalla regione Lombardia per analogo incarico.

Ma a tener banco in queste ultime ore – complice anche l’intervento del sindaco Cialente in consiglio comunale nel quale svia dal dibattito sul prossimo direttore generale – è la riorganizzazione della sanità abruzzese e della rete sanitaria, con annesso grande punto interrogativo sul futuro della Facoltà di Medicina dell’Università aquilana.

“Personalmente ritengo che una cosa è il medico e un’altra è il manager. Tuttavia trovo curioso che, in questo momento in cui rischiamo di perdere la facoltà di Medicina, il dibattito sia incentrato solo sul direttore generale. Se per riorganizzazione si intende prendere il decreto Lorenzin e calarlo nella realtà locale, allora può farlo un qualsiasi dirigente del Ministero. – ha detto il sindaco – Per preservare il comparto sanitario dalla deriva bisogna invece partire da un ragionamento politico. Innanzitutto, si fanno due ospedali di secondo livello o uno solo? Questa è la prima domanda. Voglio capire come si organizzerà, alla luce di questo, l’assistenza ospedaliera rispetto a un milione e 300mila abruzzesi. E ancora, quale sarà il destino delle due facoltà di Medicina, le possiamo mantenere entrambe o no? Ho paura che la facoltà dell’Aquila sia stata svenduta. Non devono pensare, dalla Regione, di poter calare queste decisioni dall’alto. Ho l’impressione che ci siano lobbies che vogliono tutelare e portare avanti i propri interessi e a cui non interessa nulla né della facoltà né dei nostri reparti”.”

Nelle prossime ore altre riunioni ed altre cene – carbonare o meno – si terranno per dirimere il nodo del nuovo manager della Asl aquilana: ma a questo punto, vista l’empasse in cui la stessa Regione si sta trovando, si pensa che la settimana prossima potrebbe essere quella buona. Continuiamo, peraltro, ad usare il condizionale giacché questa situazione sta andando ben oltre ogni aspettativa di dibattito politico.

Il punto sollevato, da ultimo dal sindaco Cialente. riguardante il futuro della sanità aquilana e della Facoltà di Medicina è però estremamente importante e merita, speriamo, di trovare una risposta al più presto possibile: manager o non manager.