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Da L-Foundry a Burgo: nell’area di crisi marsicana le imprese tornano a produrre

L-Foundry, Telespazio, Burgo e Santa Croce: quattro nomi pilastro dell’economia marsicana, in passato protagoniste in negativo per via di crisi aziendali o passaggi di proprietà, tornano a far sorridere l’economia della zona.
Ne ha parlato ieri in consiglio regionale il vice presidente della regione Giovanni Lolli, rispondendo all’interpellanza del consigliere marsicano Lorenzo Berardinetti riguardante il riconoscimento delle aree industriali della Marsica e della Piana del Cavaliere quali aree di crisi. Già nel Def approvato a fine anno il Consiglio regionale aveva riconosciuto la Marsica tra le aree di crisi: “avendo riscontrato che nella programmazione regionale la Marsica, dopo essere stata esclusa dalla zonizzazione della 107.3.C, non era riconosciuta tra le aree di crisi che beneficiano dei sostegni della legge 181 del 1989, abbiamo ritenuto urgente introdurre la norma che consente al Governo regionale di attivate le procedure per l’ammissione delle imprese presenti nel territorio ai benefici di legge.” avevano affermato, in quell’occasione, lo stesso Berardinetti e il presidente del consiglio regionale Di Pangrazio.

“Il prossimo 2 marzo si terrà la conferenza Stato – Regioni in cui verranno comunicati i criteri per la definizione delle aree di crisi semplice.” ha chiarito Lolli ieri in Consiglio Regionale. “Lo Stato individuerà i sistemi locali del lavoro e indicherà per ciascuno di stessi, in termini di disoccupazione riferita al 2014 e nel periodo 2008-2014, quanto si discostano con la media nazionale. Quasi tutti i sistemi locali d’Abruzzo potrebbero rientrare. A quel punto ci daranno un plafond e noi lo applicheremo, settore per settore: la Marsica può rientrare, a mio parere, nelle aree di crisi semplice

Ma a fronte delle tante difficoltà, bisogna sottolineare che qualcosa, molto in realtà, si sta muovendo, ha affermato il Vicepresidente nel corso del suo intervento.
L- Foundry – ex Micron, per intenderci – ha reintegrato tutti i lavoratori: non ha fatto più richiesta di ammortizzatori sociali e sarà impegnata in un progetto molto prestigioso e ambizioso che verrà realizzato nei laboratori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Il progetto ha lo scopo di costruire il rivelatore più sensibile per la materia oscura con lo sviluppo di rilevatori di fotoni in silicio ed è uno dei progetti lanciati da Lolli pochi giorni fa, all’Auditorium del Parco, nel corso dell’incontro l’Industria della Ricostruzione. “Anche nel campo della microelettronica” svela Lolli “ci sarà molto da fare per L – Foundry”.
Il secondo grande nome dell’impresa nella Marsica è Telespazio ed è indissolubilmente legato al nome del programma Galileo, l’iniziativa europea basata sullo sviluppo di un sistema di navigazione satellitare globale. E’ in corso la gara internazionale per il nuovo Galileo e Telespazio, con ilsupporto del Governo, conta di poter far valere la propria esperienza e professionalità. Con Galileo sono già state e saranno sviluppate applicazioni in diversi settori, quali trasporto stradale, aereo, ferroviario e marittimo, agricoltura, telecomunicazioni, geodesia, cartografia, ricerche gas, petrolifere e minerarie.
E’ di pochi giorni fa la notizia, invece, della rinascita di Burgo: salvati 90 posti di lavoro e speranze di nuove assunzioni per la ex cartiera che, nello stabilimento di Avezzano, produrrà cartoncino “ a costi nettamente inferiori rispetto ad altre parti d’Italia” conferma Lolli. E sulla Santa Croce di Canistro si dice fiducioso: “ci sarà una riunione la prossima settimana per fare un nuovo bando di concessione. Sono sicuro che a questo nuovo bando parteciperanno molti soggetti interessati, fra i quali alcuni anche stranieri”.