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Amiternum, novità dagli scavi. Finaziamento del comune e stop alle nuove strade

Gli scavi più recenti di Amiternum riscrivono la storia di tutto il territorio. L’antica città è uno scrigno di reperti che testimonia la sopravvivenza del luogo fino al momento della fondazione della città dell’Aquila.

Oggi Fabio Redi,  docente ordinario di Archeologia Medievale dell’Università dell’Aquila, in conferenza stampa insieme al sindaco Massimo Cialente e al vicesindaco Nicola Trifuoggi, fa il punto sull’ultima fase di scavi.

amiternum cattedraleGLI SCAVI E LA CATTEDRALE DEL VII SECOLO: “Ci sono tombe predisposte per l’uso che risalgono al 1200 – spiega il Prof Redi. Pensate a un cimitero in costruzione proprio quando stava nascendo L’Aquila. In quel tempo Amiternum era una città viva, fatta di investimenti e costruzioni. Non muore con le invasioni barbariche, ma si riorganizza e poi vive una fase di cristianizzazione. Dagli scavi emerge una cattedrale del VII secolo composta da tre navate scandite da colonne. Dagli scavi sono visibili altri investimenti su questa chiesa. Il ritrovamento più antico risale al V secolo, quello più recente al IX”.

FINANZIAMENTO DEL COMUNE:  Il Comune dell’Aquila sosterrà un progetto del Dipartimemto di Archeologia dell’Università, volto al proseguimento delle indagini archerologiche e alla valorizzazione del sito. Lo aveva annunciato nelle scorse settimane il sindaco Cialente in occasione della riapertura delle catacombe di San Vittorino. “La cifra prevista in bilancio è di 25 mila euro – afferma Cialente. “Sarà un finanziamento annuale, magari destinato a crescere negli anni,  che potrà dar modo di non interrompere gli scavi. E’ inconcepibile, come spesso accade, scavare e poi ricoprire per mancanza di soldi. Chiederemo al governo di partire immediatamente”.

Redi aggiunge :“Mi aspetto molto dai prossimi scavi, con l’investimento del Comune si potrà fare una programmazione e far intervenire anche altre università oltre quella locale. Intorno alla cattedrale c’è tutta una città da scoprire. Una piccola Pompei fatta di fasi di trasformazione”.

VIABILITA’ ZONA AMITERNUM: “La strada della provincia non si farà più” – dichiara il primo cittadino. Dopo l’allarme lanciato da Italia Nostra, dall’Archeoclub e da altre associazioni cittadine, seguito da un acceso dibattito finito anche sulla cronaca nazionale.

“E’ troppo vicina all’area archeologica. Si interverrà in altro modo, sulla strada che parte dalla rotatoria di San Vittorino e passa a nord del teatro. Mentre la strada che ora divide teatro da anfiteatro diventerà ciclabile e pedonale, in questo modo l’area non sarà più separata”.