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Regione: verrà finalmente eletto il Garante dei Detenuti?

Torna a riunirsi domani, presumibilmente per l’ultima volta a Pescara per il 2016, il consiglio regionale. Diversi i punti all’ordine del giorno, tra question time e interpellanze: ma il tema caldo della vigilia riguarda sicuramente la nomina del Garante dei Detenuti della Regione Abruzzo.

E’ da mesi, infatti, che il consiglio regionale non trova la quadra sul nome da promuovere a Garante, figura fondamentale per garantire i basilari diritti umani dei detenuti abruzzesi: più volte si è andati al voto ma altrettante volte non si è raggiunta la maggioranza.

Se, da una parte, infatti, tutti concordano sull’esperienza e sulla professionalità di Rita Bernardini, dall’altra il Movimento 5 Stelle ha sempre votato contro la candidata radicale poiché condannata in passato.

“Decidete di far fuori il mio nome? Bene. Votate chi avete deciso, però credo che serietà (e non giochetti partitocratici) voglia che la questione si definisca: stiamo privando migliaia di persone di diritti umani fondamentali” commenta Bernardini a margine di una riunione organizzata da Amnistia, Giustizia e Libertà Abruzzi.

“So che il 23 è all’ordine del giorno per l’ennesima volta questo argomento. Votino un garante per l’Abruzzo: questo è ciò che m’interessa. Del resto, non sono stata io a propormi, è stato il presidente D’Alfonso a fare il mio nome con largo anticipo per dare seguito ad una legge vergognosamente congelata nei cassetti da anni. Con Marco Pannella, trovai la proposta appassionante e presentai la mia candidatura. L’Abruzzo è la regione di Marco e sarei davvero onorata (lo farei con lo scrupolo radicale di una vita) di essere la Garante delle persone private della libertà in Abruzzo. Ma il 23 dovete decidere”, ha dichiarato l’on. Bernardini. “Sarebbe umiliante per la democrazia abruzzese se il Consiglio Regionale producesse ancora una volta una fumata nera”.

“Se ci fosse stato un garante non si sarebbe arrivati al commissariamento della Regione sulle REMS. Anche questo è un tema di cui si deve occupare il Garante: riguarda tutte le persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale. L’ambito d’applicazione della legge è molto ampio”, ha spiegato l’avv. Vincenzo Di Nanna, segretario di AGL Abruzzi.

Alla riunione erano presenti, oltre al segretario e a numerosi iscritti dell’associazione, Nazzareno Guarnieri, presidente della Fondazione Romani, Giandonato Morra, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, che si è iscritto ad AGL Abruzzi, il consigliere regionale Leandro Bracco (Gruppo Misto), intervenuto telefonicamente a sostegno della candidatura, e il consigliere regionale Luciano Monticelli (PD), il quale ha assicurato: “Noi sosteniamo la candidatura di Rita Bernardini, perché nessuno può metterne in discussione le competenze e le capacità, e non abbiamo problemi a votarla”.

Lo stesso Luciano Monticelli ha inviato una lettera rivolta al Presidente della Giunta D’Alfonso, al Presidente del Consiglio Regionale Di Pangrazio e agli undici Capigruppo riconosciuti in Emiciclo, con la quale chiede di eleggere subito il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale. «In questa vicenda, il Consiglio Regionale ha dato prova di singolare immaturità politica. L’opposizione del Movimento Cinque Stelle a un profilo alto e dignitoso come quello di Rita Bernardini è stata del tutto miope e irragionevole: si possono non condividere le battaglie dei Radicali, ma è chiaro a tutti che essere condannati per “disobbedienza civile” non è uguale a essere condannati per aver rubato soldi dei cittadini. Se fosse stato per i Cinque Stelle, Mandela non sarebbe mai stato eletto Presidente del Sudafrica».

Prosegue Monticelli: «Più che rivangare il passato, tuttavia, mi interessa bene agire in futuro; e d’altronde il Movimento Cinque Stelle non è l’unico partito responsabile della situazione attuale. Ora, anche sulla base di quanto dichiarato da Rita Bernardini venerdì scorso a Radio Radicale, esorto con forza i miei colleghi, e in particolare i Capigruppo, a riallacciare le fila del dialogo per consentire una rapida soluzione della vicenda. I Cittadini ci chiedono sicurezza: ma solo attraverso un sistema carcerario che miri effettivamente alla rieducazione del reo possiamo far sì che i condannati, dopo aver scontato la pena, tornino a dare un contributo positivo alla vita associata. Eleggere il Garante dei Detenuti nella prossima riunione di Consiglio ci consentirebbe di recuperare davanti ai detenuti e agli operatori del sistema carcerario la nostra dignità di rappresentanti politici così gravemente compromessa da tanti mesi di azione inconcludente, e al contempo di tutelare in maniera veramente efficace il diritto alla sicurezza dei cittadini abruzzesi».