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Porti, aeroporti, masterplan: le ultime cariche di Don Chisciotte

Il Lamento della povera vedova

Porti, aeroporti, seggiovie, piani regolatori, masterplan, sfratti, “palle” eoliche, scisma “l’uterino” e soppressione crocifisso. Ponte dei Sospiri, dalla galleria a Porta Napoli. Non manca nulla.

Signore mio caro, vi pregherei di credermi. Non ho mai assistito, in tutta la mia vita, alla proiezione di un film così lungo. Pensate che lo stesso, iniziato alle prime ore del lontano 9 aprile 2009, non è ancora terminato. Sarei portata a pensare che la parola “fine” potrebbe apparire sullo schermo al termine del corrente mandato elettorale. Non credo sarà possibile, visto che il nostro Don Chisciotte ha voluto stupirci, ancora una volta, con un presagio alquanto preoccupante. Non gli sarà possibile ricandidarsi. Non ha importanza. Ha traguardi e obiettivi più ambiziosi da raggiungere. Vuole lo scranno più importante riservato ai saggi della politica locale, regionale, nazionale e internazionale, dal momento che la percentuale dell’indice di gradimento, pur essendo scesa lievemente, supera di poco il 50%. Per qualche altro mese. Forse. Vi sembra possibile una cosa del genere?

Cara Signora, si vede che sei abbastanza giovane. Se avessi la mia età e la mia esperienza, vado in giro da oltre duemila anni, certe domande non ti sfiorerebbero il cervello. Ne ho viste e sentite tante che, francamente, non voglio più ascoltare nessuno. Neppure il grande Hidalgo. Anche se in alcune circostanze è stato tanto geniale e originale da suscitare in me una specie di soporosa ilarità. Anche Napolitano, più di una volta, ha condiviso il mio pensiero, tanto è vero che, ridendo e scherzando, stava per ritirargli la fascia di primo cittadino, quando la lasciò alla portineria del Quirinale. Voglio renderti partecipe di un vecchio detto aquilano che, in alcuni momenti di vita di Don Chisciotte, calza con essi alla perfezione. Di solito il detto si riferisce a coloro che parlano a ruota libera. Più o meno si esprime così (lo scrivo in dialetto perché rende meglio l’idea): “ne so’ sintiti jalli de cantà’, ma pe’ sentì fijetu ha da sapé contà’. Quissu, …, co’ ‘na botta n’affila cento e una, ma, no’ ne ‘nduina una”. Il resto è aria fritta. Non vale la pena parlarne.

Caro Signore, voi potete dire ciò che vi sembra più verosimile. Sta di fatto che tra una bugia, una balla, un sorriso e una barzelletta, rimane sempre a galla. Ha speso una bella fortuna per l’aeroporto commerciale e gli aerei non volano e non si vedono neppure. Perché?

Mia cara, in questo caso vorrei spendere una parola buona a favore della lungimiranza del grande Hidalgo. Ci ha visto a lungo. Ha fatto anche l’analisi del periodo questa volta ed è arrivato ad elaborare “da grande saggio” una teoria tecnica, scientifica, economica e sociale di tutto rispetto. Ha detto: “tutto sommato sarà bene che gli aerei non volino, altrimenti i contribuenti si accorgerebbero che volano senza passeggeri. Quasi contestualmente l’ENAC gli ha dato un grossa mano, revocando l’autorizzazione provvisoria per i voli commerciali. Infatti, non ha protestato. Ha dimostrato a tutti che lo scalo aereo funziona a pieno ritmo. Non volano i cittadini. In compenso volano le chiacchiere e gratuitamente. Infatti l’aeroporto dei parchi è collegato quotidianamente con Milano, Cagliari, Catania, Londra, Berlino, Vienna e anche con lo scalo internazionale di Aragno. Forse a primavera, con il passaggio degli uccelli migratori, vedremo planare diverse cicogne sullo scalo aquilano.

Signore, sulla ipotetica realizzazione della nuova seggiovia delle Fontari potreste anticiparmi qualche notizia? Sono state mosse molte critiche.

Mia cara, non si è fatta e non si farà. È posizionata a una quota troppo bassa rispetto al terreno e potrebbe disturbare la vipera di “Orsini”. Comunque, sono convinto che attualmente l’impianto si rende necessario. Al Gran Sasso si scia pure di notte. Lo sapevi? Altrimenti perché sarebbe stato illuminato il tracciato della funivia? Aggiornati e riferisci alle tue colleghe.

Signore, una cosa non ho ben capito. Perché non gli hanno fatto installare le pale eoliche per alimentare gli impianti di risalita. Eppure sarebbe stata una bella economia. Non vi pare?

Carissima, lasciamo perdere le “palle eoliche”. Non le hanno volute gli ambientalisti perché avrebbero potuto disturbare il volo delle farfalle e, tutto sommato, hanno avuto ragione. Comunque, se non fosse sempre per il solito fatto di mettersi in mostra, la soluzione avrebbe potuto essere trovata. Sarebbe bastato portare in quota, non dico tutti, ma una buona parte di contribuenti. Altro che pale eoliche! Sarebbe stata prodotta tanta di quella energia da illuminare anche la vetta del Corno Grande. Ti sembra poco?

Signore, non so se sia vero. Mi hanno detto che non ha voluto la vostra presenza nell’aula consiliare. Sembra che abbia posto il veto in maniera categorica. Non pensate di organizzare una manifestazione di protesta ai quattro cantoni?

Signora mia, perché ti preoccupi tanto. Lascialo fare. Non ha mai avuto idee proprie e brillanti. Ha scopiazzato sempre le iniziative degli altri. Adesso pensa di scimmiottare una fase dello scisma luteriano. Anche questa volta è ricaduto nel dilemma: scisma luteriano, di natura religiosa, o scisma “l’uteriano”, di specifico riferimento anatomico? Dal comportamento propenderei decisamente per questa seconda ipotesi. Ne sono sicuro. Non mi vuole nell’aula consiliare? Mi sta bene, perché gli toglierò la mia protezione. Voglio proprio vedere chi lo potrebbe proteggere. Chi gli potrebbe fornire utili indicazioni. Chi lo potrebbe avvertire della presenza degli agguati preparati dagli avversari e dai compagni di merenda. Lo lascerò cuocere nel proprio brodo. Poi, voglio proprio vedere a quale Santo si rivolgerà: a Santo Renzi, a Santo Franceschini. Forse non ci sarà bisogno di raccomandarsi a nessuno, perché il “ponte dei sospiri”, quello ipotizzato dalla galleria della Mausonia a Porta Napoli, servirà a mettere fine alle traversie, alle titubanze, ai dubbi e alle incertezze di comportamenti di quei profeti politici poco lineari e trasparenti nei confronti dell’elettorato. C’è di più. Mentre spiccherà il salto nel vuoto, non potrà neppure invocare il perdono di colui al quale è stata negata una semplice collocazione nell’aula consiliare. Da quella croce rifiutata potrebbe partire l’ennesima implorazione per cercare di salvare almeno l’anima di Don Chisciotte: “Pater, dimitte illis, non enim sciunt quid faciunt”. “Padre, perdona ad essi, perché non sanno quel che fanno”. CVD (come volevasi dimostrare). I quattro cantoni lasciateli liberi. Ci giocheranno a lungo il grande Hidalgo, il Presidente del Consiglio “oppositore in quota”, il grande sceriffo e il mago della ricostruzione.

Signore mio, con questi chiari di luna, richiamate la mia anima accanto a voi nel più breve tempo possibile. E così sia.