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Manager Asl, è stallo politico. La palla passa a D’Alfonso?

Nemmeno la riunione di Giunta è servita a dipanare la matassa della nomina del nuovo manager dalla Asl1 che ormai si è fatta questione esclusivamente politica.

Come vi avevamo annunciato ieri, la riunione di Giunta a margine del consiglio regionale straordinario convocato per l’addio di Ryanair aveva all’ordine del giorno anche il confronto sul nome del successore a Giancarlo Silveri come manager della Asl1: fra gli assenti Gianni Lolli, che già il giorno precedente aveva disertato la cena – riunione in cui si erano accesi gli animi sul futuro della Asl 1.

Il nodo, superata la diatriba iniziale manager esterno – medico, che aveva infiammato il dibattito nelle ultime due settimane, ora è tutto politico e di rappresentanza delle aree interne. Il nome di Rinaldo Tordera sembra sempre più sicuro sebbene esponga la Regione a un fiume di ricorsi, visto che il manager milanese non è nell’elenco degli idonei abruzzesi nè tantomeno nella short list della Lombardia per la quale aveva affrontato analogo esame. Dalla sua, però, ha una profonda conoscenza del territorio e, se si vanno ad analizzare i chilometri di inchiostro versati da chiunque abbia detto la sua in queste settimane, è questo aspetto che prevale su tutto. Peraltro, Tordera è nell’associazione sociopolitica Insieme insieme a Lucia Pandolfi, ex sindaco di Montereale e candidata di Regione Facile che ha portato a D’Alfonso, da sola, qualcosa come 1800 voti.

Ma se da una parte la fronda ‘pro medico aquilano’ – capeggiata in primis da Pierpaolo Pietrucci e, a seguire, da diversi sindaci del territorio, medici e rappresentanti politici – può convergere sull’attuale presidente ASM in nome dell’esperienza manageriale e della conoscenza del territorio, dall’altra si apre il fronte del direttore sanitario: ed è qui che si è raggiunto lo stallo, nel confronto – scontro tra L’Aquila e la Marsica.

I marsicani in consiglio regionale Lorenzo Berardinetti e Giuseppe Di Pangrazio, insieme al sindaco di Avezzano Gianni, fratello di quest’ultimo, avrebbero dato il via libera ad Umberto Occhiuzzi, marsicano anch’egli: candidatura sopraggiunta nelle ultime ore ma sempre più forte, visto anche il peso politico dell’area marsicana in consiglio regionale. E l’idea di un direttore generale, medico, aquilano improvvisamente vacilla: i più papabili, fino all’entrata di Occhiuzzi, erano Alessandro Grimaldi, primario di Malattie infettive del San Salvatore, Patrizia Masciovecchio, dirigente della Asl provinciale, con il primo caldamente ‘sponsorizzato’ da Pietrucci.

Ed è qui che il risiko che intreccia politica e sanità aquilana si è arenato. Gianni Lolli, vicepresidente della Regione, si è defilato negli ultimi incontri. L’assessore alla sanità Paolucci ha affermato di voler attingere proprio per evitare ricorsi, alla lista degli idonei abruzzesi. Ma non ci si muove da qui.

Tutto torna nelle mani di Luciano D’Alfonso che, a questo punto, dopo aver nicchiato a lungo affermando che ancora non si è deciso nulla, potrebbe decidere di sua iniziativa, prendendo in mano la situazione.

C’è fretta, evidentemente, ma non troppa visto il balletto di nomi e riunioni concitate che si stanno susseguendo nelle ultime ore.