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L’Aquila, evasione fiscale: sequestrati 200mila euro e indagate 6 persone

I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza hanno da poco eseguito un sequestro di disponibilità finanziarie e beni immobili per un valore di circa € 200.000 emesso dalla locale A.G. nei confronti dei responsabili di tre imprese aquilane esercenti il commercio di giocattoli e di due commercialisti.

Sono sei gli indagati: oltre ai rappresentanti legali di tre imprese aquilane nel commercio di giocattoli e due commercialisti, è finita nel mirino della Procura della Repubblica dell’Aquila anche la moglie di uno dei tre imprenditori. Le accuse, secondo le indagini portate avanti dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza guidata dal colonnello Sergio Aloia, sono a vario titolo di evasione fiscale e truffa ai danni dello Stato e della Ue.

La misura cautelare appena eseguita giunge al termine di complesse indagini di P.G. svolte dai finanzieri del capoluogo abruzzese a seguito di una segnalazione inoltrata alla Procura della Repubblica di L’Aquila dalla locale Agenzia delle Entrate.

Con tale segnalazione l’ufficio finanziario comunicava all’Autorità Giudiziaria che, a seguito di mirati controlli di natura fiscale nei confronti delle predette imprese, era stato accertato che le stesse, al fine di evadere l’iva e le altre imposte sui redditi, erano ricorse all’utilizzo e all’emissione di fatture fittizie per un importo di circa € 200.000.

I Finanzieri del Nucleo PT, all’uopo delegati dalla locale A.G., procedevano pertanto ad approfondire le risultanze dei controlli fiscali svolti dall’Ufficio finanziario attraverso complesse analisi contabili al fine di accertare eventuali ulteriori illeciti connessi all’emissione e all’utilizzo delle prefate fatture per operazioni inesistenti.

 Tali approfondimenti facevano emergere un ulteriore disegno criminoso concepito e realizzato dagli indagati attraverso i medesimi documenti fiscali fittizi: quello di ottenere indebitamente, attraverso la documentazione di costi in realtà mai sostenuti, un contributo comunitario nell’ambito dei Fondi Strutturali POR FESR 2007/2013 stanziati per attrarre nuove imprese nell’area del cratere sismico.

 La lotta alle frodi fiscali e agli sprechi di denaro pubblico da sempre rappresenta tra le maggiori priorità per la Guardia di Finanza che, anche attraverso forme sempre più virtuose di collaborazione con uffici giudiziari e l’Agenzia delle Entrate, è costantemente protesa a contrastare gli effetti negativi causati all’economia dall’evasione fiscale e dalle truffe allo Stato e all’Unione Europea.