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Umbria, la dura reprimenda di Fdi sulla Legge Regionale

Continua senza sosta la battaglia intrapresa dal centrodestra contro il fenomeno ludopatia in Umbria. Marco Squarta, consigliere regionale in quota Fratelli d’Italia, è intervenuto duramente nei giorni scorsi contro la giunta regionale, rea a suo parere di “non aver dato luogo agli adempimenti necessari mirati ad una serie di incentivi, tra i quali gli sgravi Irap per gli esercizi che decidono di non installare o disinstallare le slot machine, avvalendosi del marchio ‘No slot’”. “Questo tipo di azioni – prosegue Squarta – dovevano entrare in atto da oltre un anno, ma invece rimangono nei cassetti della burocrazia. Nel frattempo la norma è saltata, insieme a tutti gli incentivi fiscali previsti e promessi. La giunta regionale è inadempiente su tutta la linea e oggi si presenta con una proposta di modifica alla legge regionale che, di fatto, certifica la mancata attuazione della norma rimandando tutti gli adempimenti di un anno e soprattutto va a cancellare l’esenzione della tassa Irap per quelle attività che dicono no alla ‘macchinette’. “La Regione non intende investire risorse su azioni concrete e reali di contrasto alle ludopatie”, ha concluso il consigliere Regionale.

La dura reprimenda di Squarta sulla legge approvata in Umbria nel dicembre 2014, “Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d’azzardo patologico”, segue in ordine di tempo a quella sferrata nei mesi scorsi dal M5S, che avevano sottolineato: “L’inerzia sul tema, unita ai provvedimenti in corso di emanazione a livello nazionale, sono sintomo di un’inaccettabile deriva delle istituzioni che, anziché proteggere i propri cittadini, contribuiscono ad aumentare il degrado sociale”.

—– Gli effetti della Legge di Stabilità sul gioco d’azzardo in Umbria e in Italia —–

Il fenomeno ludopatia è, senza dubbio, l’effetto secondario più devastante legato al gioco d’azzardo, nonostante le sue origini siano più radicate in problemi sociali che sfociano con lo sviluppo di una qualsiasi dipendenza. Le azioni intraprese dallo Stato nelle ultime Legge di Stabilità hanno avuto degli esiti positivi in termini di prevenzione. In primis, il numero delle slot machine (340.785) è calato drasticamente rispetto al 2014, segno che l’empatia tra leggi statali e regionali sta influendo nell’evitare la distribuzione selvaggia delle cosiddette ‘macchinette’ sul territorio italiano. Un altro dato da non sottovalutare riguarda il settore online: l’Umbria è difatti una delle regioni d’Italia, precisamente la seconda, ove si è riscontrato è il calo percentuale maggiore in termini di spesa (227 milioni di euro, -8,1% rispetto all’anno passato). Infine, c’è anche da sottolineare come la nuova legislazione abbia incentivato i controlli da molte parti considerati insufficienti e inadeguati per un settore con ampi margini di illegalità. Negli ultimi mesi sono stati sottoposti a controlli minuziosi quasi il 50% degli esercizi in cui sono presenti macchinette per il gioco, oltre a diverse operazioni antimafia che hanno portato al sequestro di reti criminali che fondavano il loro business su CTD (Centri Trasmissione Dati) illegali e ‘totem’ con connessioni a paradisi fiscali. Armando Iaccarino, direttore dell’ufficio accertamento dei Monopoli di Stato, ha dichiarato recentemente che “si tratta di un dato che trova difficilmente riscontro in qualunque altro comparto dell’economia nazionale, eppure si continua a parlare di settore fuori controllo in vari dibattiti, se non addirittura in alcuni ambienti politici”.

La battaglia tra le parti resta ancora aperta, in attesa che Stato e Regioni possano trovare delle linee guide uniformi per contrastare il fenomeno ludopatia e garantire un Gioco Responsabile a tutti gli effetti.