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Crocifisso, Cioni annuncia protesta in aula

“Dal prossimo consiglio comunale e fino al suo scioglimento parteciperò tra il pubblico con un crocifisso di idonee dimensioni semplicemente perché è giusto”.

Annuncia una protesta singolare Celso Cioni, direttore di Confcommercio, su quella che ormai si può ben definire la battaglia del crocifisso. Quella di Cioni non è l’unica reazione seguita al no del consiglio comunale all’apposizione del crocifisso nell’aula consiliare, decisa ieri a maggioranza.

La mobilitazione popolare, dopo il primo pareggio di ottobre (era finita 9 a 9 e per questo motivo si è tornati a discuterla in Consiglio) era stata ingente: nel giro di un fine settimana l’associazione DifendiAmoLAQ, aveva raccolto 829 firme per promuovere il ricollocamento nell’Aula Consiliare del Comune dell’Aquila del Crocifisso, non più apposto dopo l’ultimo trasloco.

#DifendiAmoLAq, 829 firme per un crocifisso in Comune

Al no di ieri stanno seguendo una serie di polemiche, soprattutto per quanto riguarda la posizione dell’Italia dei Valori che nella prima votazione si era espressa a favore mentre in quella di ieri contro. E’ lo stesso promotore della proposta Roberto Tinari ad accusare “la complicità di alcuni consiglieri di maggioranza come Adriano Durante e Giuliano Di Nicola che l’altra volta avevano votato a favore e oggi contro: ci deve essere stato qualche mutamento, forse perché hanno ottenuto l’assessorato”, facendo riferimento all’entrata in giunta di Giovanni Cocciante.
A fare un resoconto, non senza polemiche, della seduta consiliare è Roberto Jr Silveri del club Forza Silvio “Giuseppe Ungaretti”.
“Le ironie sul “cambio di vedute” si sono sprecate, insinuando che sia dovuto alla presenza di Cocciante in Giunta. Memorabile Enrico Perilli che faceva la battuta “dovendo scegliere tra Gesù e Barabba, l’Italia dei valori ha scelto l’assessore Cocciante”. L’illustre assessore (alla Cultura?) Leone ha invocato “la laicità dello stato” richiamando “luoghi inclusivi” (immaginando che dove è presente il Crocifisso si compiano indicibili soprusi ai danni dei non cristiani) e partendo per la tangente con argomenti che non c’entravano nulla.
A chi invocava la separazione tra comune e religione chiedo però: con quale faccia sfilerete alla Perdonanza (vero privilegio religioso nelle mani dell’amministrazione cittadina)? Forse è meglio se sfilerete in maschera, spacciandovi per figuranti.”