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Niente crocifisso nell’aula consiliare: è polemica

Niente crocifisso nell’aula del Consiglio Comunale dell’Aquila. Nella seduta di oggi è stata bocciata infatti la proposta, a firma Tinari (Forza Italia), di esporre il simbolo cristiano nella sala consiliare, in base ad una sentenza del 2011 della Corte Europea dei diritti dell’uomo.

Non si è trattato, però, di una decisione “facile” da parte dell’Assise comunale. Già nello scorso ottobre la proposta del forzista Tinari era passata al vaglio del consiglio, uscendone con un pareggio (9 a 9): da lì, la necessità di rimetterla nuovamente ai voti.

La mobilitazione popolare era stata ingente: nel giro di un fine settimana l’associazione DifendiAmoLAQ, aveva raccolto 829 firme per promuovere il ricollocamento nell’Aula Consiliare del Comune dell’Aquila del Crocifisso, non più apposto dopo l’ultimo trasloco.

Oggi, invece, la maggioranza si è dimostrata compatta nel dire no: e non mancano le polemiche, soprattutto per quanto riguarda la posizione dell’Italia dei Valori che nella prima votazione si era espressa a favore mentre in quella odierna contro. E’ lo stesso Tinari ad accusare “la complicità di alcuni consiglieri di maggioranza come Adriano Durante e Giuliano Di Nicola che l’altra volta avevano votato a favore e oggi contro: ci deve essere stato qualche mutamento, forse perché hanno ottenuto l’assessorato”, facendo riferimento all’entrata in giunta di Giovanni Cocciante.

A fare un resoconto, non senza polemiche, della seduta consiliare odierna è Roberto Jr Silveri del club Forza Silvio “Giuseppe Ungaretti”.

“Le ironie sul “cambio di vedute” si sono sprecate, insinuando che sia dovuto alla presenza di Cocciante in Giunta. Memorabile Enrico Perilli che faceva la battuta “dovendo scegliere tra Gesù e Barabba, l’Italia dei valori ha scelto l’assessore Cocciante”. L’illustre assessore (alla Cultura?) Leone ha invocato “la laicità dello stato” richiamando “luoghi inclusivi” (immaginando che dove è presente il Crocifisso si compiano indicibili soprusi ai danni dei non cristiani) e partendo per la tangente con argomenti che non c’entravano nulla.
A chi invocava la separazione tra comune e religione chiedo però: con quale faccia sfilerete alla Perdonanza (vero privilegio religioso nelle mani dell’amministrazione cittadina)? Forse è meglio se sfilerete in maschera, spacciandovi per figuranti.”