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Dibattito sottoservizi, sarà campagna elettorale?

Non si parla d’altro da tre giorni. La città è divisa sul destino del cantiere dei sottoservizi. E anche il partito democratico, che da tempo ormai fa i conti con un’evidente spaccatura interna.

Carlo Benedetti, Presidente del Consiglio Comunale che ha scatenato la polemica con la sua presa di posizione “stop ai sottoservizi in centro storico”, rimarca la lontananza di vedute dal sindaco Massimo Cialente e dal partito come nel caso del progetto del ponte della Mausonia.

L’hanno definita “una provocazione”  Stefano Albano, segretario cittadino del Pd, e Stefano Palumbo, capogruppo del Pd in consiglio Comunale, ribadendo la ferma posizione del primo cittadino: “Il cantiere deve andare avanti”.

“Mettere il dito in una piaga ipocritamente ignorata” – dice invece Carlo Benedetti.

E’ ovvio che il cantiere dei sottoservizi si sia rivelato un pasticcio per i tempi e programmazione dei lavori, generando situazioni paradossali: palazzi ricostruiti nuovi di zecca, ma senza utenze.

Parlare di campagna elettorale oggi può sembrare prematuro, a un anno e qualche mese dalle elezioni comunali, ma forse non lo è.

Ciò che è certo è che Benedetti ha colpito e ha parlato alla pancia di tanti e tanti cittadini che fanno i conti, da sette anni ormai, con l’immobilismo dei lavori di ricostruzione.

Perché questa esternazione adesso? L’asse centrale secondo i tempi previsti verrà riconsegnato nella primavera del 2017. C’è molta confusione insieme ad un contrasto di vedute preoccupante.

Benedetti da un lato demolisce a parole il cantiere dei sottoservizi, dall’altro sottolinea l’impegno del Presidente della Gran Sasso Acqua, società appaltatrice.

Un fair play necessario in qualsiasi campagna politica. Americo Di Benedetto è tra i papabili alla poltrona di sindaco e non ha mai nascosto l’idea di fare il grande passo, promuovendo il rinnovamento all’interno del Pd aquilano.

E Benedetti? Sembrerebbe voglia lanciarsi, sfruttando il momento. E’ indiscusso che sia riuscito a movimentare queste giornate e a far parlare della sua posizione.

Una campagna elettorale prematura, forse,  da cui spunterà l’uomo del Pd.

Con Massimo Cialente fuori gioco, Giovanni Lolli vice presidente della Regione che potrebbe varcare la soglia della pensione terminando l’attuale legislatura, Stefania Pezzopane lanciata sulla politica nazionale, Pierpaolo Pietrucci al secondo anno in regione come unico aquilano eletto.

Sui sottoservizi si sta giocando un’importante partita politica che potrebbe spalancare a qualcuno le porte di Palazzo Fibbioni.

Il quarto potere, si sa, asseconda questi giochi di comunicazione. E in città non si parla d’altro.

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