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#DomenicalMuseo: l’arte del Munda fa il pienone

Registrate oltre mille presenze nei musei statali  del Polo Museale dell’Abruzzo la scorsa domenica. L’iniziativa ministeriale #DomenicalMuseo,  prevede la gratuità di tutti i musei e le aree archeologiche nella prima domenica del mese, come quella del 7 Febbraio.
E’ l’applicazione della norma del decreto Franceschini, in vigore dal primo luglio 2014, che stabilisce che ogni prima domenica del mese non si paga il biglietto per visitare monumenti, musei, gallerie, scavi archeologici, parchi e giardini monumentali.

Il Munda dell’Aquila, dove si è raddoppiata l’offerta con la mostra I mitici anni 50*, ancora in corso,  è  capofila delle presenze. A seguire Chieti il carnevale tradizionale all’Auditorium Cianfarani ha richiamato più di 200 persone, e ancora il Museo Archeologico di Villa Frigerj, quello di Campli,  il museo Casa  d’Annunzio a Pescara,  l’ Arte Sacra al castello Piccolomini di Celano, confermano il successo dell’iniziativa.

*I mitici anni 50  Periodo d’oro a L’Aquila quando  un gruppo di giovani intellettuali  infransero, attraverso un’opera continua ed attenta, i confini della periferia  per accostarsi alle fonti originarie della cultura nazionale. Nacque così nell’estate del 1955 dal circolo incontri culturali la Mostra Panoramica Nazionale di pittura contemporanea  che esplicava nello stesso titolo gli intenti delle 75 opere allora esposte nella sala rossa del Teatro comunale. La rottura dell’ambito provinciale si era compiuta. Le opere di artisti nazionali furono in seguito acquisite dal Museo Nazionale d’Abruzzo per tracciare, attraverso altre acquisizioni di maestri locali, De Sanctis, Cencioni, Iorio,  il binario della effervescenza artistica aquilana. Binario doppio, quindi,  se accanto alle loro opere saranno esposte le sculture di Emilio Greco, l’espressionismo di Fausto Pirandello, la satira graffiante di Mino Maccari, l’astrattismo di Giuseppe Capogrossied ancora Guttuso, Mafai, Cantatore. E’ l’esplosione dei colori, ben rappresentati dalla bella immagine dell’invito, è l’informale che sommerge le devastazioni del panorama postbellico, assemblando energie comuni, e confrontandosi con le nuove tecnologie e con i movimenti internazionali di grande creatività artistica.

FM