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‘Lo rivoglio all’Aquila’: ecco il gruppo Fb contro gli ‘scippi’

“Contro ogni scippo passato e presente ai danni della città dell’Aquila, Capoluogo d’Abruzzo, sia esso istituzionale o culturale: per tornare a volare, per dire che L’Aquila c’è e non permette a nessuno di impedirgli di volare.”

Hanno le idee chiarissime gli ideatori del nuovo gruppo Facebook “Lo rivoglio all’Aquila” nato in un momento particolarmente delicato per la città: il dibattito sulla sede della Soprintendenza che verrà spostata a Chieti è solo l’ultimo degli “scippi” che si sono perpetrati negli ultimi anni a danno del Capoluogo di Regione. Ma è stata, di fatto, la vera e propria goccia che ha fatto traboccare il vaso, di fronte alla quale ora più di 400 persone nel giro di un fine settimana hanno cliccato mi piace sulla pagina che chiede il ritorno a casa di decine di opere d’arte appartenenti al nostro territorio e alla nostra storia che, invece, sono dislocate in strutture museali non aquilane.

“Mentre all’Aquila viene negata la possibilità di avere un museo archeologico, i reperti di Amiternum (area sabina), e quelli di Fossa (area vestina), sono dispersi ovunque, ma principalmente a Chieti che di musei archeologici, ove vanno in tutto solo 9.000 visitatori all’anno, ne ha due.” L’osservazione è dell’archeologa, già Direttore Generale delle Antichità e Direttore Regionale per i beni culturali e paesaggistici per l’ Abruzzo Anna Maria Reggiani che, con i suoi preziosissimi contributi, sta dando forza e vigore alle motivazioni che hanno spinto Roberto Brigante, insieme ad Eleonora Marchini e Beatrice Sabatini, amministratori del gruppo, a dire ad alta voce: lo rivoglio all’Aquila.

'lo rivoglio all'Aquila': contro gli scippi culturali

Foto di Giovanni Lattanzi

'lo rivoglio all'Aquila': contro gli scippi culturali

E così si susseguono sulla pagina immagini di veri e propri tesori scippati: dal letto in bronzo di Amiternum al Guerriero e alla Dama di Capestrano, dal letto in osso di Navelli a statue e ritratti che sono, principalmente, nel Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo.

Il primo cittadino di Chieti Di Primo è balzato sulla sedia nelle ultime ore: “Ho scritto una lettera al ministro Franceschini allertato da alcune notizie stampa che vedrebbero l’intervento di alcuni esponenti politici favorevoli allo spostamento del Polo Museale da Chieti a L’Aquila. Non condividendo tale ingerenza, ho chiesto al Ministero che il Polo Museale Regionale, così come stabilito poco più di un anno fa, rimanga a Chieti, presso la sede del Museo Archeologico Nazionale di Villa Frigerj”.

Ma molte delle nostre opere d’arte, ad esempio, sono volate all’estero: è il caso di una statua proveniente dalla chiesa di San Nicola di Monticchio e acquisita dal New York Museum nel dopoguerra oppure, caso più recente, di due antichi leoni di marmo volati da Amiternum al Getty, in California, unico museo archeologico degli Stati Uniti.

'lo rivoglio all'Aquila': contro gli scippi culturali

Si moltiplicano dunque sulla rete, e non solo, gli appelli affinché si avvii una mobilitazione a livello politico e culturale tesa a mantenere perlomeno quanto c’è e a riportare a casa il patrimonio disperso.
Non a caso, nel 2008 – prima del terremoto, dunque – si parlava di un polo museale archeologico aquilano: era allo studio di Regione e Comune.
Quanto sembrano lontani, quei tempi.