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Sentenze non definitive: ‘c’è rischio prescrizione per i crolli’

“A sette anni dalla tragedia è ancora vivo il doloroso ricordo per i cittadini aquilani, ma il tempo per cancellare i reati non si ferma”. Così l’avvocato generale della Corte d’Appello dell’Aquila, Romolo Como, facente le funzioni di procuratore generale, alla cerimonia di apertura dell’anno giudiziario parlando del rischio di prescrizione dei procedimenti delle inchieste giudiziarie sui crolli del terremoto del 6 aprile 2009. “Non sono a oggi definitive – ha affermato Como – le sentenze che hanno trattato profili di colpa professionale per la costruzione, manutenzione e controllo degli edifici crollati. Spero che non vi siano ritardi perché sarebbe almeno inopportuno pervenire alla prescrizione dei reati fissata alla data del 6 ottobre 2016 dalla Corte di Cassazione”. Dopo il sisma la Procura della Repubblica, allora diretta da Alfredo Rossini, ha aperto oltre 200 filoni di indagine sui singoli crolli, 19 dei quali sono arrivati alla fase dibattimentale