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Epilessia, via i pregiudizi! Il 70% dei malati è curabile

Sospetto, emarginazione, follia e persino impropri sconfinamenti nella religione: L’Aquila prova a smascherare tutti i pregiudizi associati all’epilessia, con un evento tra luci (viola), lettura di brani-verita’ e una suggestiva sovrapposizione di musica e immagini. L’iniziativa e’ della Lice (lega italiana contro epilessia), con a capo il coordinatore regionale Alfonso Marrelli. In occasione della giornata internazionale della malattia, quest’anno fissata l’8 febbraio prossimo, L’Aquila vestira’ i panni di capitale d’Abruzzo nelle azioni ‘culturali’ tese a scardinare tutti i falsi convincimenti che accompagnano la patologia. Appuntamento all’auditorium del Parco (castello cinquecentesco), dalle 17.30 alle 19.30 dell’8 febbraio prossimo, in un incontro aperto a tutti, cittadini e studenti delle superiori, per ‘raccontare’ l’epilessia come piena integrazione nella societa’ e non, a dispetto di vecchi stereotipi, come condizione di isolamento. “L’intento”, dichiara Marrelli, “e’ coinvolgere in questa sensibilizzazione il maggior numero possibile di cittadini, a cominciare dai giovani. Verranno letti, tra l’altro, brani tratti dal libro (pubblicato a livello nazionale) dal titolo: “A volte non abito qui’, contenente testimonianze dei malati. Attori locali leggeranno, al cospetto del pubblico presente, passi contenuti nel volume; inoltre saranno diffusi video sul tema, brani di musica classica e risuoneranno note di pianoforte e violino. In Abruzzo L’Aquila sara’ l’unica a organizzare questa manifestazione anti-pregiudizio che peraltro quest’anno trova riscontro in poche regioni. Un ringraziamento al Comune di L’Aquila che ha collaborato appieno alla realizzazione dell’iniziativa mettendoci a disposizione l’auditorium del Parco e la Basilica di S. Bernardino”. Sara’ proprio quest’ultima, in serata, a ‘indossare’ uno speciale ‘abito da sera’ di colore viola: la facciata della Basilica infatti si illuminera’ di questo colore che e’ quello dell’epilessia. Un fascio di luce simbolico che racchiude si’ sofferenza ma anche possibilita’ di vivere normalmente la patologia. “Il 70% dei malati”, dichiara Paolo Aloisi, direttore del centro regionale di riferimento per l’epilessia dell’ospedale San Salvatore, “e’ curabile e conduce una vita normale attraverso terapie ad hoc. Si tratta dunque di persone perfettamente integrate nella societa’ che magari lavorano con noi in ufficio o in altri luoghi di lavoro senza che ce ne accorgiamo. Nel nostro centro di riferimento”, dichiara Aloisi, “seguiamo tra i 1800 e i 2000 malati storici e ogni anno registriamo circa 100 nuovi casi”.