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Teoria del Gender, Arcigay contro la Regione

“L’intesa con l’Ufficio scolastico Regionale sarà utile a definire l’opportunità di un’educazione fondata sull’acquisizione del valore e della bellezza della differenza sessuale e della complementarietà biologica, funzionale, psicologica che ne conseguono”. E’ quanto recita il provvedimento volto a colpire la c.d. ‘Teoria del Gender’ nelle scuole, firmato dal Vicepresidente del Consiglio Regionale abruzzese Paolo Gatti (FI) e approvato in modo trasversale durante i lavori della quinta commissione del 21 gennaio.

Per l’Arcigay M.Consoli “ “si tratta di un provvedimento irricevibile, fazioso e sintatticamente scorretto, che nonostante le goffe rassicurazioni di Gatti, getta un velo di oppressione sulle esistenze degli omosessuali e danneggia irresponsabilmente la già precaria immagine dell’ Abruzzo: una regione che avrebbe bisogno di posti di lavoro, di una sanità migliore e di ingenti tutele ambientalistiche, non certo di un provvedimento omofobo. Ancor più grottesco poi, che il tutto avvenga a pochi giorni dalla discussione in Senato del ddl “Cirinnà” sulle unioni civili , quando le piazze di tutta Italia si preparano ad accogliere le manifestazioni indette dalla comunità LGBT.

E’ deplorevole che un rappresentante delle istituzioni parli di tutela verso società, famiglie e bambini rispetto ad una teoria fantomatica come quella del “Gender”, che ricorda molto le tesi fasciste del complotto “demo-pluto-giudaico-massonico”, le quali ebbero come tragica conseguenza l’eliminazione degli ebrei. lo è ancor di più il fatto  che da un lato si invochi il rispetto verso l’educazione alla sessualità, mentre dall’altro si censuri in modo offensivo e strumentale l’identità di migliaia di abruzzesi che pagano le tasse, adempiono i loro doveri di buoni cittadini e godono di piena capacità giuridica, senza però vedersi riconosciuti i propri diritti civili.

L’Arcigay lavorerà dall’esterno affinché l’atto venga ritirato; proprio il 15 Gennaio infatti, durante un’interrogazione parlamentare, il MIUR si è espresso contro un provvedimento del Consiglio Regionale Veneto avente il medesimo oggetto e sottolineando così l’incompetenza delle regioni rispetto ai contenuti dell’offerta formativa scolastica.

Viene comunque da chiedersi come sia possibile che un provvedimento di questa portata sia stato approvato senza il minimo dibattito, in una regione governata dal Partito Democratico e che  gli unici ad aver contestato la risoluzione siano stati i consiglieri del Movimento 5 stelle, mentre nella stessa commmissione che ha approvato il testo, siederebbero diversi uomini della maggioranza di centrosinistra, tra cui l’aquilano Pierpaolo Pietrucci.”