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Prime settimane con te: scoprirsi mamma

di Roberta Bernardi per Psicologiamo

Sembra ieri che portavo il mio pancione “ingombrante” a spasso per la città; è dietro l’angolo il ricordo delle notti in bianco per la difficoltà degli ultimi tempi a girarmi nel letto… ed oggi vi ho qui, tra le mie braccia, e sento il vostro odore, il vostro respiro, i vostri lamenti… osservo i vostri sorrisi mentre dormite e una dolce sensazione mi pervade totalmente. Ritrovarsi madri dopo poche ore in sala operatoria (per me che ho fatto il cesareo), tornare in camera consapevole che due persone in più, Azzurra ed Aurora, erano ad aspettarmi…. Cosa cambia in poche ora nella vita di una donna? Come ci si sente a ricoprire un ruolo nuovo?

I 40 giorni dopo il parto vengono denominati puerperio ed è in questo periodo che ci si sente stanche, sia fisicamente che mentalmente, ma soprattutto ci si sente diverse! Molte donne, a pochi giorni dal lieto evento, possono sentirsi particolarmente ansiose ed insicure circa le loro capacità materne. Questi timori possono acuirsi nei giorni immediatamente successivi al parto, quando avviene il passaggio dal mondo dell’immaginario alla realtà, e che spesso assume delle caratteristiche molto diverse rispetto a quello che si è sentito dire o a ciò che si era immaginato. Non esistono manuali che ci possano insegnare i comportamenti e le risposte che una mamma ideale dovrebbe fornire al proprio bambino, ogni diade madre-figlio costituisce un insieme unico e del tutto particolare che deve trovare un proprio equilibrio ed una sintonizzazione reciproca, che non può essere studiata a tavolino ma che deriva unicamente dall’incontro della mamma con il suo bebè.

Non esiste una madre perfetta, con delle caratteristiche assolute, ma una madre in funzione di quello specifico bambino: nessuno meglio di lei infatti si può rendere conto dei bisogni e delle necessità del suo piccolo.

L’aspetto più difficile da interiorizzare ed elaborare una volta divenute madri, almeno per me, è stata la graduale perdita di controllo sul mio tempo: le poppate continue e gli scombussolati ritmi di sonno-veglia non mi hanno più permesso di essere padrona della mia vita.

Considerando che un neonato normalmente prende il latte all’incirca ogni tre ore, l’allattamento diventa per la mamma davvero uno sforzo fisico e mentale. Essere diventate mamme vuol anche dire non avere tempo per fare la spesa o per la normale gestione domestica, anche preparare un pasto decente sembra impresa ardua. Farsi una doccia, truccarsi, leggere un libro…. tutto diventa complicato e le ore si susseguono a ritmi incalzanti, ritrovandosi a fine giornata con poco tempo per se stessa ma con ore piene e intense di emozioni.

Per aiutarsi, dopo il parto le donne dovrebbero poter dedicare del tempo a se stesse, per esempio: fare una leggera attività fisica, prendersi del tempo per riposare, farsi aiutare nelle faccende domestiche e nella cura del bambino, parlare a qualcuno delle proprie emozioni e ritagliarsi delle ore per le proprie passioni.

Io, in queste settimane della mia nuova vita, ho imparato che:

Non bisogna agitarsi per un ritardo nella poppata, l’acqua del bagnetto troppo calda o per una copertina fuori posto.

Bisogna limitare qualsiasi altro compito che non sia quello di essere madre, quindi la casa, i parenti e il lavoro possono aspettare.

Dormire ogni volta che si può, anche per pochi minuti e tra una faccenda e l’altra.

Pensare a se stesse e al fatto che negli ultimi giorni si è consumata una grande quantità di energia, quindi in qualche modo, bisogna ricaricare le batterie.

Impariamo a conoscere e capire il pianto del nostro bambino poiché questo è il suo modo di comunicare con noi e di farci capire i suoi bisogni. Non serve quindi correre ad ogni pianto o lamento, distinguiamo i capricci da bisogni reali.

Manteniamo le nostre aspettative ad un livello bassissimo e dimentichiamo tutti i buoni propositi da mamma perfetta che avevamo formulato prima della nascita. Niente è come viene immaginato!

Accettiamo le offerte di aiuto poiché queste non faranno di noi una cattiva madre.

Incontriamo o parliamo con altre coppie di neo genitori. Una delle cose più difficili del diventare madre è credere che siamo le uniche a sentirci sopraffatte e confuse.

Prepariamoci a sentirci vulnerabili. Con un figlio la nostra vita cambia per sempre. L’umore sarà quanto di più altalenante abbiamo mai provato. Potremmo ritrovarci bagnati di lacrime o spontaneamente esaltate ed euforiche in un momento e senza motivo.

Diventare mamma è un’esperienza meravigliosa ma non scordiamoci mai di essere prima di tutto donne!

roberta bernardi

*Psicologiamo, la rubrica di Roberta Bernardi per il Capoluogo.it
34 anni, Psicologa Clinica e Psicoterapeuta, Roberta ha recentemente dato alla luce Azzurra ed Aurora.
Attualmente impegnata in PhD presso l’Università degli Studi di L’Aquila, è specialista in psicopatologia infantile e adolescenziale con annesse problematiche familiari. BLOG: Roberta Bernardi