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L’Aquila, centro storico asfittico

di Roberta Galeotti

Il centro storico agonizzante, vissuto durante il giorno quasi esclusivamente dagli operai, subisce sempre di più il peso della inadeguatezza del governo cittadino.

Sono pochissimi gli imprenditori che hanno avuto quella vena di follia, perchè non si può parlare esclusivamente di coraggio, di riaprire in centro le attività di servizi. Follia, perchè gli affitti sono esorbitanti, mentre non ci sono più gli abitanti, gli aquilani, gli avventori.

Tutt’altro discorso per il popolo della notte… la famosa movida aquilana!

Fino agli inizi di dicembre si poteva transitare in centro, attraversando piazza Duomo, passando per Corso Federico II e girando per San Bernardino. A ridosso di Natale, giustamente, per favorire lo shopping natalizio è stato impiantato un piccolo cartello (uno solo!!!!) di ‘Divieto di Accesso‘ all’angolo dell’Hotel della Villa.

parcheggi a pagamento

Per raggiungere le attività commerciali del centro o per fare una passeggiata ‘sotto i portici’ si deve, quindi, parcheggiare alla Villa Comunale (contendendosi i parcheggi con il Consiglio Regionale, l’Inps e il Gran Sasso Institute) o alla Fontana Luminosa (tra l’Università, l’auditorium del Parco e gli uffici della soprintendenza). Piazza San Bernardino, con i suoi 30 posti auto, è stata fruibile fino al ritorno degli uffici comunali a Palazzo Fibbioni…

La metà delle perdite del bilancio comunale è stata praticamente risanata dalle multe elevate, in questo solo mese di dicembre, dai Vigili Urbani, anche a chi andava a seguire la messa delle Anime Sante delle 19. In media 59 euro per il transito e il parcheggio.

La notizia dell’imminente immissione dei parcheggi a pagamento in centro ha suscitato la reazione di tutti gli aquilani, soprattutto di quelli che hanno cercato di far ripartire il centro storico dilaniato dal sisma, riportando le loro attività tra i cantieri della ‘città vecchia‘ e combattendo con la mancanza di servizi.

parcheggi a pagamento

La dottoressa Francesca Russo, medico dentista, ha riaperto da qualche mese il suo studio medico ai 4 cantoni, nello storico locale di proprietà della famiglia Cencioni, sopra al Bar del Corso, ed ha scritto una lettera pubblica al sindaco di L’Aquila Massimo Cialente.

«Gentilissimo Sindaco,
mi rivolgo a Lei in quanto ufficiale del Governo territoriale.
Sono rimasta, come molti, a guardare in silenzio la gestione del post terremoto negli ultimi anni.
E’ chiaro, situazione complicata da gestire ma…
Sorvolando sul già fatto, in bene e in male, sono rimasta indignata alla notizia dei parcheggi a pagamento in centro.
Mi rendo conto, ogni giorno, che c’è distanza tra istituzioni e vita comune, ma questo credo sia troppo!
Pagare il parcheggio perché?
Per quale servizi?
Ha idea di chi vada in centro? Qualche nostalgico… e qualche folle, come me, che ha tentato di riportare qualche servizio nella “città vecchia” la definirei io oggi, non certo “centro”.
Io, come libero professionista, che ha fatto degli investimenti in un centro-cantiere non accetto che la mia utenza sia costretta a pagare il parcheggio.
Lei ha idea di quello che pensano i commercianti?

Dicono di non voler tornare perché non c’è passeggio, affitti alti e troppo rischio nel reinvestire.
Così condannate il centro a rimanere un centro fantasma… e noi che avevamo provato a ritornare a non andare via! Non riesco a comprendere cosa muova queste decisioni, queste idee.
Mi aspetto che il mio disappunto e la mia indignazione siano largamente condivisi, non solo dai pochi professionisti e commercianti tornati in centro, ma anche da tutta la cittadinanza, tanto da far capire a voi, nelle stanze dei bottoni, che noi cittadini siamo stanchi! Disorientati, ma ormai decisi a far sentire la nostra voce».