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Macroregione Adriatico Ionica, firmato un patto per migliorare la connettività dell’Adriatico

Un atto che impegna le Regioni e gli altri enti coinvolti a realizzare insieme interventi sull’area adriatico-ionica nell’ottica della Macroregione. E’ quello che le Regioni Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia hanno firmato a Pescara, insieme alla presidenza del Consiglio dei ministri e Rfi, nella giornata organizzata dalla Regione Abruzzo sul tema ‘Connettere l’Adriatico, le Reti TEN-T: dal progetto politico all’attuazione’.

Il Patto prevede l’aumento della ricettività dei porti, della loro connessione con l’entroterra e dell’integrazione del trasporto marittimo con quello ferroviario e stradale, lo sviluppo delle autostrade del Mare, l’eliminazione delle strozzature dell’asse ferroviario adriatico, la competitività del trasporto ferroviario merci, l’ampliamento delle connessioni con l’est Europa e la riduzione dell’impatto ambientale.

“Il punto è essere all’altezza della sfida e possiamo esserlo se pensiamo all’Adriatico come a un lago. E’ una grande scommessa per il futuro di 70 milioni di abitanti. La macroregione Adriatico-Ionica è il secondo stato membro, solo la Germania è più grande”. Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega agli Affari europei, Sandro Gozi, nel suo intervento al convegno ‘Connettere l’Adriatico’, a Pescara. “Ci siamo riusciti – ha aggiunto – perché abbiamo messo sul tavolo tutto il potenziale di questa regione in chiave europea. Ora dobbiamo essere all’altezza delle nostre responsabilità. C’è l’Europa che moltiplica opportunità, per le infrastrutture, per l’ambiente, per il turismo sostenibile. I buoni progetti e l’impegno politico attirano i finanziamenti: su questo abbiamo dovuto lavorare molto all’inizio perché era molto difficile muovere i responsabili e convincerli dell’importanza di questa strategia”. Per il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, “vogliamo che oggi si firmi questo documento e che poi una volta al mese ci si trovi anche in sede di Conferenza di Regioni per verificare quale è la progressione del lavoro. Penso – ha aggiunto – che in 150 giorni dobbiamo riuscire ad avere l’esatta consistenza di quale è il materiale progettuale che c’è in giro, che può essere riciclato e funzionalizzato per i risultati che ci premono, perché poi la finanziaria dell’anno prossimo, cioè quella che entrerà in vigore nel 2017, sarà il nostro banco di prova. Mi aspetto di leggere quattro righe finanzianti lì, in ordine a quello che ci serve per l’allungamento della copertura del corridoio Baltico-Adriatico”.