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Gran Sasso: Il referendum, il monopoli e il gioco dell’oca…reload

Pubblichiamo integralmente la nota di Fausto Tatone, delegato alla comunicazione del Comitato Promotore del referendum sul Gran Sasso, una riflessione sullo sviluppo della montagna tra criticità ed errori.

“Siamo sempre più convinti che lo sviluppo del Gran Sasso sia una risorsa fondamentale per l’intera valle dell’Aterno….non si possono commettere errori come in passato.
Sono in ballo troppe priorità. Ecco un riepilogo del nostro punto di vista:
1) Un veloce e duraturo rilancio economico è legato al TURISMO, senza il quale le problematiche derivanti dalla disoccupazione giovanile, l’emigrazione e il surplus di immobili, già a livelli record, sono destinate a esplodere.
2) Gli scarsissimi risultati, forse nulli, in 20 anni di storia dell’Ente Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, testimoniano che non ci si può affidare soltanto alla riscoperta e alla contemplazione della natura.
3) Il piano di sviluppo territoriale previsto dal Comune dell’Aquila, prevede l’investimento di ingenti risorse pubbliche che, se non ben indirizzate, potrebbero creare una cattedrale nel deserto, con tutti le relative conseguenze.
4) La classe politica, e non solo, non sembra pronta ad affrontare una sfida cosi importante sia per problemi interni alla maggioranza (assolutamente non compatta) sia per evidenti lacune sulla conoscenza di materie fondamentali (normative europee, sviluppo turistico, pianificazione e programmazione).
5) La semplice privatizzazione, o meglio il fitto di azienda, del CTGS a favore di soggetti privati è un grosso pericolo per la riuscita del progetto stesso. L’amministrazione sarebbe chiamata fuori da eventuali responsabilità su possibili intoppi burocratici molto probabili esponendo i nuovi gestori ad enormi rischi.
6) Le associazioni ambientaliste, sempre più intrecciate negli schieramenti politici, hanno dichiarato che quel progetto “non sa da fare”.
7) Il celeberrimo caso della seggiovia Fontari, conferma inequivocabilmente che, su quei territori, ci sono altri vincoli molto diversi da quelli del Parco. Sarà difficile , anzi impossibile, costruire nuove strutture.
8) I ristrettivi vincoli sono dati dall’istituzione di nuove aree, siti di interesse comunitario (Sic) , sovrapposte al Parco, previste da una direttiva comunitaria di cui ancora pochi conoscono le finalità e soprattutto le norme attuative.
9) I Sic, siti di interesse comunitari, sono stati individuati dalla Regione Abruzzo e , caso unico in Europa, l’area di Campo Imperatore-Fossa di Paganica-Montecristo c’è finita nel bel mezzo. Mentre le altre stazioni sciistiche regionali, nazionali ed europee sono state tenute fuori.
10) Come spesso accade in Italia, ma questo caso è veramente speciale, le interpretazioni di questa normativa è stata del tutto travisata. Solo negli ultimi 5-7 anni si è veramente corsi “ai ripari”…ma non del tutto.
11) L’Unione Europea ha pesantemente bacchettato l’Italia, nel 2015, e in particolar modo l’Abruzzo per NON AVER APPLICATO CORRETTEMENTE la direttiva 92/43/Cee (quella di cui sopra).
12) Per noi il principale errore fatto in tutta questa vicenda è stata la mancata trasparenza nei confronti delle popolazioni locali e delle amministrazioni sulla creazione di nuove aree sottoposte a vincoli piu restrittivi. Fatto che ha determinato il proseguo e l’implementazione del progetto senza tenere conto della normativa stessa.
13) La conferma arriva anche da uno studio commissionato dalla Fondazione Carispaq a dei professionisti , risalente a ottobre 2015, nelle cui carte non si accenna MAI ai vincoli europei, citando soltanto quelli relativi al Parco.
14) I vincoli sulle aree protette dei Parchi sono sanciti dalla legge italiana 394, che prevede, nelle deroghe, anche i piani di sviluppo territoriali. I vincoli delle zone Sic, sono sanciti dalla direttiva europea cosiddetta Habitat che non prevede NESSUNA DEROGA. Tra le due vince sempre la seconda.

Per queste motivazioni, ma anche per mille altre, riteniamo che le popolazioni debbano essere chiamate ad una consultazione referendaria, per esprimere una volta per tutte il loro orientamento in materia.
Il risultato del referendum potrà essere di sicuro aiuto alle rispettive amministrazioni, europee, italiane, regionali e comunali esortandole a modificare, integrare, variare etc quanto necessario per consentire al Piano Speciale Territoriale di giungere alla meta senza inciampi e ritardi.

Ma il referendum, malgrado abbia tutte le carte in regola per andare avanti, è stato bloccato per dei cavilli presenti sul regolamento comunale. Cavilli che sembra nessuno voglia risolvere e che testimoniano un regolamento vigente “farlocco”.

A onor di cronaca molte sono state le forze ed i personaggi politici a schierarsi per la nostra causa (referendum) ma il Primo Cittadino e la maggioranza in Comune, hanno preferito il silenzio.

Un silenzio che non può e non deve passare inosservato.

Venerdi alle ore 17:00 presso l’Auditorium del Parco del Castello i nostri cugini di Gran Sasso Anno Zero hanno indetto un forum sugli argomenti relativi al futuro della nostra montagna.
Preghiamo tutti di intervenire.

Vediamo dove eravamo rimasti (tratto da “Assergi Racconta”, riassunto del Festival della Montagna 04 ottobre 2015).

>> Lolli: “si sta rompendo il rapporto tra comunità e Parco, mi faccio promotore di un tavolo…. dal quale escluderei gli estremismi…non mi siedo con chi dice che gli aquilani debbano rassegnarsi ad andare a sciare a Roccaraso” – ”…..Per noi è fondamentale il secondo arroccamento di Montecristo”.
>> Cialente: “se non riusciamo a rimuovere alcuni vincoli il Gran Sasso è finito” – ”…mentre si faceva il piano d’area qualcuno scriveva uno strano Sic secondo l’idea che il GS doveva essere un Parco riservato a pochi” – ”…spero di non dover arrivare al referendum”.
>> Stagnini (Legambiente) : “ inizialmente erano stati pensati come piccoli hotspot ma poi ci si è resi conto che cosi erano inutili e sono stati ingranditi…. Quello su Campo Imperatore però è gigantesco” (riguardo i SIC , poi segue un bellissimo intervento su come rendere le opere meno impattanti. Ndr)
>> Mazzoleni (Rifugio Franchetti) : “è necessario fare aumentare il numero di rifugi e la ricettività dei turisti….curare i sentieri…e altri piccoli interventi senza limitarsi solo ai grandi”
>> GSAnnoZero: sollecitazione degli interventi non legati direttamente agli impianti di risalita quali: Hotel, Ostello, parcheggio , soluzioni per il traffico, snowpark e bikepark.
>> SaveGranSasso: illustrazione di alcune case history italiane riguardo alla convivenza Sic-Attività turistiche. Sintesi della Valutazione di Incidenza Ambientale (Vinca) prevista dalla direttiva 92/43/CEE . “Attraverso questo obbligo derivante dalla presenza di aree SIC nessuno degli investimenti previsti sarà possibile, se non le sostituzioni e le ristrutturazioni” (ndr).

…..la storia continua
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