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Progetto Marsica, la Befana ha portato solo carbone e chiacchiere

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I cittadini di Avezzano hanno atteso invano la Befana, ma ancora una volta il risultato è un nulla di fatto. Eh già, la  Giunta regionale tematica sul “Progetto Marsica”, tenutasi ad Avezzano il 6 novembre 2015, si concluse con un impegno solenne, contenuto nella delibera n.895: entro sessanta giorni un “gruppo di lavoro” avrebbe dovuto “redigere un documento dettagliato e finalizzato ad individuare, per ciascuna delle priorità strategiche, i tempi ed i modi degli interventi nonché le fonti di finanziamento”. Lo stesso gruppo di lavoro avrebbe dovuto “definire un programma di sviluppo finalizzato al raggiungimento degli obiettivi individuati nel Progetto Marsica”.  I dipangrazios, Peppe e Gianni, ringraziarono con calde parole il ribadito impegno della Regione per la Marsica, assunto in una sala gremita di giornalisti, amministratori e cittadini. Si spensero poi le luci ed il teatrino della politica si gustò i comunicati stampa di approvazione e condivisione che, ormai, sembrano essere l’unico scopo della piccola e vecchia amministrazione della cosa pubblica che da qualche anno va in onda ad Avezzano e non solo.

Per ironia della sorte, i sessanta giorni entro i quali il gruppo di lavoro avrebbe dovuto redigere (come scritto nella delibera n.895) i progetti strategici esecutivi del “Progetto Marsica” sono scaduti proprio il giorno della Befana 2016. Ma la Befana nulla ha portato, solo chiacchiere e carbone.

Una farsa, una presa in giro, un comportamento irrispettoso nei confronti dei cittadini. Eppure era tanto attesa, la giunta tematica del 6 novembre 2015, doveva essere il momento della verità, si dovevano da parte della Regione concretizzare gli investimenti da realizzare rapidamente per “ristorare” la Marsica dalla “coltellata” subita dopo la scellerata decisione di questo governo regionale – con un marsicano alla Presidenza del Consiglio – di escludere Avezzano – e con il fratello del presidente del Consiglio sindaco – dagli importantissimi aiuti di Stato, finalizzati a favorire l’insediamento di nuove imprese ed a sviluppare nuova occupazione. Non è un caso che dalla data di quella improvvida decisione (luglio 2014) nessuna impresa industriale rilevante trova conveniente investire ad Avezzano, che si sta riducendo anche per queste scelte al rango di un paesone della più sperduta provincia italiana.

Per rimediare allo scippo subito, per questo e solo per questo era nato il “Progetto Marsica”, nel lontano 3 settembre 2014, quando lo stesso D’Alfonso promise solennemente un “risarcimento” al popolo marso, fin troppo ubbidiente e paziente considerati i continui insulti ricevuti dalla politica regionale. La delibera n.895 avrebbe dovuto segnare l’avvio concreto del Progetto, con il finanziamento immediato e la messa in cantiere dei progetti consegnati da sindaci ed esperti alla Regione. Ed invece D’Alfonso e dipangrazios hanno ancora una volta eluso la questione, portando alla città, con la Befana, un sacco vuoto di euro ma pieno di carbone e di chiacchiere.

E così il “Progetto Marsica” da speranza per un territorio offeso si sta trasformando in una tragica buffonata, ed il tutto si sta esaurendo tra scenografie mediatiche luccicanti, comunicati stampa roboanti e delibere inutili. Solo nebbia e chiacchiere. Si è arrivati addirittura al grottesco, a deliberare la costituzione di un gruppo di lavoro che non viene neppure nominato dopo un anno e mezzo che si stanno facendo gruppi di lavoro. I progetti sono già stati fatti. Sono disponibili e sono stati condivisi con il territorio. Invece di realizzarli, qua si gioca sulla pelle dei cittadini e delle imprese, siamo alla clonazione dei gruppi di lavoro, strumento al quale i politici ricorrono notoriamente quando non sanno cosa dire o più semplicemente non vogliono decidere nulla, come nel caso appunto del “Progetto Marsica.”

La Marsica può dunque attendere, dovrà attendere la nomina del secondo gruppo di lavoro e intanto passeranno altri mesi, e tra mesi poi si vedrà. Nel frattempo la legislatura regionale sarà quasi conclusa, al Comune di Avezzano si sarà rivotato (questa volta si spera bene) e si saranno fatti tanti comunicati stampa e tanti teatrini politici, per la gioia dei dipangrazios che potranno mostrarsi ancora in rutilanti vetrine a farsi lodare da compiacenti pennivendoli.

In sintesi,  nessun importante ristoro in vista per la Marsica dopo la coltellata inferta con l’esclusione dagli aiuti di Stato. Sul poi si vedrà, e qualche briciola arriverà con il masterplan per il Sud del Governo di Roma. Ma si tratta di tutta altra cosa rispetto agli interventi organici e sistematici previsti dal “Progetto Marsica”.

Ma tra un anno o poco più ad Avezzano si vota e verrà al pettine il nodo delle troppe promesse mancate e del troppo poco realizzato. La gente ricorderà il carbone portato dalla Befana, altro che le chiacchiere vuote e le prese in giro del  “Progetto Marsica”. Un’altra occasione persa.

di L.S.

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