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Pet Therapy: ‘I cani torneranno presto in ospedale’

Dopo il successo ottenuto il 30 dicembre con la visita di due cani ai bambini di pediatria, i “dottori a quattro zampe” torneranno a far visita ai piccoli malati dell’ospedale abruzzese.

Ad assicurarlo è Giusy Branella, presidente dell’associazione Unica Beach , che in una lunga intervista a noi del Capoluogo.it, parla della grande eco che ha suscitato questa iniziativa e dei progetti futuri, fra i quali non ci sono solo le visite all’ospedale. In programma, infatti, dopo un primo esperimento a settembre, ci sono diversi corsi formativi per le figure professionali nelle attività di Pet Therapy in Abruzzo.

“Un primo corso, propedeutico” esordisce Giusy Branella “si è tenuto per tre giorni a fine settembre, al Palazzetto dei Nobili. E’ una innovazione: un corso formativo per operatori Pet Therapy che segue le linee guida approvate dal Ministero della Salute nel marzo del 2015. Le regioni devono adeguarsi entro un anno dall’approvazione e per ora lo hanno fatto solo in tre – Emilia Romagna, Liguria e Piemonte: saremmo la prima regione nel centro e sud d’Italia ad adeguarci.”

cani in ospedale

Dietro alla Pet Therapy c’è sicuramente tanto amore per gli animali e per la loro funzione “terapeutica”, come si è visto dall’incredibile entusiasmo e gioia che i bambini di Pediatria e il personale medico tutto hanno espresso nella visita di Ofelia e Ambra dello scorso dicembre. Ma serve una seria preparazione e una formazione continua per poter essere un operatore di Pet Therapy.

“Il punto è che la Pet Therapy intesa come terapia assistita dagli animali non è ancora regolamentata: ecco perché è nata la necessità, da parte del Ministero della Salute, di dettare delle linee guida. Per ora si naviga un po’ a vista: quello che le persone sanno a livello informativo, in generale, è che ha effetti positivi sia sui bambini e sui pazienti in generale, sia sui cani. Ma la regolamentazione serve per tutelare entrambi i soggetti: possono esserci cani non adatti, ad esempio, e non essere adeguatamente preparati potrebbe mettere a rischio la sicurezza e degli animali e dei pazienti.”

La formazione di un operatore consiste in diversi step: c’è il corso propedeutico, quello di base e gli avanzati, a seconda delle diverse figure professionali – educatori sanitari, medici veterinari, cinofili, conduttori del cavallo… – che vanno a costituire l’equipe che interviene.

“Al corso propedeutico di settembre hanno partecipato in quindici, aquilani e non, che sono seriamente intenzionati a proseguire il loro percorso di formazione in Abruzzo. Ad oggi, corsi del genere si possono fare a Verona, Milano, Torino, con un esborso non da poco. Poterlo fare qui in Abruzzo permetterebbe a molte persone di potersi formare e di portare avanti queste attività”

I corsi, molto probabilmente, si terranno in primavera. Ma c’è un ostacolo, momentaneo, si spera: la Regione Abruzzo ancora non ha recepito le linee guida con una delibera di giunta. Qualora lo facesse e dunque riconoscesse le figure che si formano, sarebbe più facile mettere in moto tutta la macchina organizzativa, dall’organizzazione alla formazione alla collaborazione con altri enti, ad esempio, istituendo tirocini.

pet therapy

Sulla sensibilizzazione dell’ente Regione ci si sta lavorando: merito dell’ostinazione di Giusy e della mediazione del consigliere aquilano Pierpaolo Pietrucci, che ha anche posato per il calendario 2016 di Unica Beach. Da tempo il consigliere Pietrucci si sta interessando alle vicende legate alla famosa “spiaggia per cani” promossa da Unica Beach, a Giulianova: e ora ha sposato anche la causa legata alla regolamentazione della Pet Therapy.

“Il boom mediatico del calendario è stato incredibile” rivela Giusy. “Quando sono venuta all’Aquila abbiamo venduto più calendari in due ore rispetto a quanti ne avessimo venduti a Giulianova! E’ importantissimo per noi, che siamo una associazione senza scopo di lucro, riuscire ad arrivare in maniera così diretta con le nostre iniziative, come il calendario, per poterci poi autofinanziare. Per ora ne abbiamo venduti 200, ma altri sono stati prenotati”

Il tasto economico è quello dolente, come per moltissime associazioni. “Vorremmo tornare e fare un percorso molto più lungo ed accurato con i bambini ricoverati all’ospedale dell’Aquila: certo, con uno sponsor, magari, sarebbe più facile pagare le spese per poter organizzare sia le visite in ospedale sia i corsi di formazione”.

In programma, a partire dalla prossima primavera, ci sono circa sei visite dei ‘dottori a quattro zampe’ al San Salvatore: un progetto che riguarderà non solo i piccoli di pediatria, ma anche i bambini autistici e, perché no, i ricoverati nel reparto di oncologia.