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Aumento pedaggi autostradali: le proteste degli automobilisti

80 centesimi dall’Aquila Est all’Aquila Ovest.
E’ l’incredibile tariffa che gli utenti dell’A24 si ritrovano a dover pagare da quattro giorni a questa parte, ovvero da quando si è registrato l’aumento per il 2015 dei pedaggi autostradali sull’A24 e sull’A25: per la precisione, sulle Autostrade dei Parchi l’aumento stabilito è del 3,45%. Certo, non il 4,70% che era stato paventato poche ore prima della fine dell’anno, in Consiglio Regionale. Ma tanto per far scatenare le proteste.

I malumori degli utenti delle autostrade si registrano in città ma anche e soprattutto sui social network, dove l’Autostrada dei Parchi è stata appellata come “A24 Strada dei Porci”: epiteto che fa trasparire bene il malumore che questi aumenti hanno causato.

E poi ancora: L’Aquila Ovest – Assergi un euro e novanta, L’Aquila – Tivoli andata e ritorno circa sedici euro, L’Aquila – Teramo quasi sei euro.

Cifre che fanno sobbalzare sul sedile quando ci si ritrova al casello.

I sindacati, il primo dell’anno, avevano già alzato la voce contro l’aumento targato 2016: “L’ennesima stangata servita a danno degli utenti delle autostrade da e per Roma, ma adesso la Regione deve intervenire perché c’è il rischio che l’intero sistema economico regionale perda competitività». Così aveva dichiarato il presidente della Fita-Cna Abruzzo, Gianluca Carota. «Si tratta dell’aumento più alto autorizzato dal governo, dopo quello concesso alla Torino-Milano, ed è ormai diventato l’appuntamento fisso di ogni Capodanno, da più anni a questa parte. E per una tratta autostradale che non noi, ma tantissime testate giornalistiche, definiscono come “salatissima” già in partenza».

E’ bene ricordare, per capire di cosa si sta parlando – aggiunge il presidente della Fita-Cna – che le tariffe di Strada dei Parchi, stando alle informazioni pubblicate sul sito della stessa società, sono aumentate del 4,78% nel 2010; dell’8,14% nel 2011; dell’8,06% nel 2012; dell’8,28% nel 2014. Il fatto che ciò avvenga – e non ne dubitiamo – in conformità al contratto di convenzione stipulato con Anas, nulla toglie o aggiunge al fatto che si tratti di una stangata che si ripercuoterà negativamente sull’intero sistema economico abruzzese, sulle imprese del trasporto e sui costi delle impresa, con la conseguente perdita di competitività con altri territori. Motivo che ci spinge a chiedere alla Regione Abruzzo, ed in particolare al presidente Luciano D’Alfonso, un intervento sul governo a difesa degli interessi degli abruzzesi».

Nei giorni scorso, il presidente D’Alfonso aveva annunciato di aver richiesto  un incontro con l’amministratore delegato dalla Toto Spa, concessionaria delle autostrade. Ad oggi, però, permangono gli aumenti.