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Stabilità e bilancio: in Regione si va ad oltranza

Si va ad oltranza. Non sono bastati due giorni interi di discussione sui documenti propedeutici al bilancio di previsione, ma si attenderà l’alba del 31 dicembre, all’Emiciclo, per concludere l’attività istituzionale del 2015.

Ci si era messa anche la tecnologia, a dire il vero, a rallentare i lavori del consiglio regionale: i consiglieri non avevano ricevuto copia degli emendamenti dagli Uffici per colpa di un black out informatico. Il server della Regione è stato per gran parte della giornata irraggiungibile, impedendo di fatto l’accesso ad Internet.

I lavori si erano riaperti con la solidarietà a Camillo D’Alessandro espressa in merito alle minacce e alle ingiurie sui social network che gli sono  pervenute nelle ultime ore, dopo la pubblicazione di un video di un esponente 5 Stelle in cui si vede il democratico allontanare con una mano l’obiettivo del telefonino che lo sta riprendendo. Ma tornando ai temi di bilancio, la discussione della legge di stabilità, con tutti gli emendamenti e i subemendamenti presentati da maggioranza e opposizione, è iniziata solo alle 17:15.

Un primo terreno di scontro tra governo regionale e minoranza riguarda i fondi destinati al sociale, in particolar modo alla vita indipendente e per quanto riguarda il sostegno al soccorso alpino: gli emendamenti proposti da Forza Italia sono stati bocciati – seppure alcuni spunti siano stati ripresi e proposti in emendamenti avanzati dalla maggioranza.
Per Sospiri (FI) “lo sforzo del Governo sul sociale è totalmente insufficiente”

Ma negli emendamenti proposti agli 11 articoli della legge di stabilità c’è di tutto: dai tribunali agli interventi infrastrutturali sul territorio e di carattere sociale. Su alcuni punti, bisogna ammetterlo, la discussione ad oltranza sta portando i suoi frutti: sulla bonifica del sito della ex fornace di Montereale, per esempio, da un accordo stretto tra Iampieri (FI) e Pietrucci (PD) è scaturito l’impegno di d’Alfonso a trovare i fondi e attuare la bonifica dall’amianto entro il 2016.

FebboCentri commerciali: l’emendamento a firma Febbo e Sospiri sulla proroga della moratoria all’apertura di centri commerciali fino al 20 maggio 2018 e’ stato approvato all’unanimità. Non potranno dunque essere aperti nuovi centri commerciali fino a metà del 2018, accogliendo le richieste provenienti dalle associazioni di categoria e da Confcommercio, su tutte.

Ma su altri punti è scontro aperto: come, ad esempio, sul rincaro autostradale del 4,70% che, dal primo gennaio, colpirà l’A24 e l’A25. L’opposizione ha sollecitato D’Alfonso sull’argomento, ottenendo che la Capigruppo si riunisse per parlarne: ma, posto che l’entità dell’aumento è stabilita dal governo – Toto ha tenuto a sottolinearlo – pare che nemmeno quest’anno potremo fare a meno del consueto aumento del pedaggio.

(in aggiornamento)

In prima giornata, approvato il Documento di programmazione economica e finanziaria

Il consiglio era tornato a riunirsi oggi alle 10:30 dopo la seduta, piuttosto burrascosa, di ieri. A partire dalle 11 di martedì i lavori sono stati più volte rimandati a causa della protesta plateale dei consiglieri del Movimento 5 Stelle che prima hanno occupato i banchi della Giunta esponendo manifesti e striscioni, e poi hanno abbandonato l’Aula in segno di protesta per non aver potuto visionare i capitoli di bilancio.

Un evento, questo, che ha avuto strascichi durante tutta la seduta di ieri, terminata a mezzanotte: Forza Italia, con il battagliero consigliere Mauro Febbo, ha più volte sottolineato come solo loro fossero presenti per fare vera opposizione – di fatto, Forza Italia ha presentato oltre 1700 emendamenti.
“Vengono qui per fare le sceneggiate” afferma Camillo D’Alessandro, Pd, sui 5 Stelle: “ Non cercavano la soluzione del problema ma la scenata e speravano che qualcuno li rimuovesse fisicamente per poi guerreggiare sui social network e sui media.”

La protesta che è costata la censura ai consiglieri pentastellati ha, di fatto, sviato l’attenzione da quelli che erano i contenuti del bilancio e dei documenti propedeutici alla sua approvazione.
In serata è stata applicata la “tagliola”, ovvero la legge che consente alla Giunta di presentare emendamenti d’urgenza che cancellano tutti quelli delle opposizioni: ad ogni consigliere dell’opposizione è stato consentito di discutere al massimo cinque emendamenti.

Con questo ‘stratagemma’ il Documento di programmazione economico e finanziario è stato approvato intorno alle 21. Restano da discutere e approvare la legge di stabilità e il bilancio di previsione 2016: con i 5 Stelle ritiratisi dalla discussione, si pensa però che l’approvazione di entrambi i documenti possa essere relativamente celere e consentire a consiglieri e lavoratori del consiglio regionale di passare il 31 dicembre in famiglia.

Veniamo ai contenuti del DPEF approvato: si tratta della programmazione delle attività finanziarie della Regione Abruzzo dal 2016 al 2018.
Ampio è il capitolo dedicato ai trasporti e alle infrastrutture, visto anche che gli interventi che si andranno ad effettuare si intrecciano con quelli proposti nel Masterplan: si parla della velocizzazione, ad esempio, della tratta L’Aquila – Pescara, del servizio integrato gomma – ferro con biglietto unico, di opere riguardanti i porti di Vasto, Ortona e Pescara, di investimenti sulla ciclopedonalità.
Previsti interventi anche sull’occupazione e sulle imprese: banda larga anche nelle aree interne ed industriali, fondi per le imprese, credito più accessibile.
Per l’ambiente: si punta alla bonifica dei siti inquinati, ad investimenti sui depuratori, alla prevenzione idrogeologica, alla raccolta differenziata ovunque al 40 per cento.

La nuova programmazione, complessivamente, mette in campo 900 milioni dal Masterplan, 133 milioni provenienti dallo Stato e destinato alle regioni in transizione (Molise e Sardegna, insieme all’Abruzzo), 142 del Fse, 570 milioni dell’edilizia sanitaria, 470 milioni del Psr, 240 milioni del Por-Fesr.