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‘La bellezza del Munda è una sintesi perfetta del territorio’: l’elogio del poeta Valter Marcone

Non è facile distogliere gli occhi dalla bellezza. Anche se l’assuefazione alla troppa bellezza la rende comune. Non è facile rimanere in silenzio davanti alla bellezza. Anche se poi quello che si riesce a dire sono come le parole che pronunciano i bambini. E’ comodo urlare davanti alla bellezza anche se poi si può rimanere come tramortiti. Al cospetto della bellezza e davanti alla verità si vorrebbe tornare bambini . Perché  è solo dei bambini lo stupore ,la capacità di meravigliarsi e di stupirsi. Meraviglia e sorpresa, tale da togliere quasi la capacità di parlare e di agire. In questo caso Intenso turbamento dovuto a meraviglia e sorpresa di fronte a qualcosa  di inatteso, sicuramente piacevole .Sbalordimento dinanzi ai colori delle tele , alla fattura delle statue, alle immagini di Madonne e bambini  dalle guance rosee, paffuti . Lo stupore  territorio di confine. E da quel confine tu guardi l’intera storia di una regione, di un territorio .Pensi di percorrere poche sale   dalle pareti   imbiancate con una sola tonalità di  colore  a cui però la luce artificiale per la sua posizione riesce a dare tutti i riverberi dell’arcobaleno , perché è una luce che abbraccia i policromi ,le velature ,le tessiture, i chiaroscuro ,l’ombre, le mezzetinte ,quasi  come per la musica la polifonia . E invece non stai percorrendo delle sale di un museo ma spazi infiniti ,un percorso di civiltà durato millenni e un percorso fisico materiale in cui puoi fare esperienza. E così ti sembra di arrampicarti sul Gran sasso o di percorrere gli altopiani maggiori o di navigare nella vastità di un mare che ha approdi in una costa  che corre alle prime colline dell’entroterra abruzzese per innalzarsi ad altezze mozzafiato.

E’ questa la sensazione che si prova visitando le sei sale,i duemila metri quadrati di esposizione del nuovo Museo d’Arte d’Abruzzo  , su un’area di 4 mila,  con circa 120 opere esposte, tre anni di lavori, più di 5 milioni di euro spesi.  E’ il  Munda, il nuovo museo nazionale d’Abruzzo. Qui sono state trasferite alcune opere che erano ospitate nel Forte Spagnolo prima del terremoto e restate  in magazzino in questi ultimi anni , grazie al finanziamento dal Mibact attraverso Invitalia, nell’ambito del progetto Mumex, i grandi musei attrattori del Mezzogiorno d’Italia.

Andatelo a vedere .Tra l’altro  fino al 3 gennaio p.v l’ingresso è gratuito. Andate a vedere  il Trittico di Beffi, il Cristo deposto di Penne, la pala con Madonna e santi di Paolo Cardone, la collezione Cappelli, il Presepe di Tione.Il tutto viene introdotto da una sala dedicata alla esposizione di reperti archeologici :testimonianze delle civiltà italiche, e in particolare dei Vestini, pezzi provenienti da Amiternum e testimonianze degli ultimi scavi di Fossa e di Ocre». Fate il confronto tra  una scultura  di Madonna con bambino (nella seconda sala) di nuova acquisizione  attribuita al maestro di Santa Caterina  Gualino  con la  scultura sorella già esposta al Castello e restituita ai suoi colori originali. E poi le opere di esordio  di Andrea De Litio , il San Silvestro  dall’Aquila  e diversi polittici. E poi ,per chi non avesse avuto modo di vedere  la mostra allestita nel Convento di S. Giuliano  dopo la sua riapertura  in una delle sale del Munda può ritrovare  l’atmosfera  del messaggio francescano e alcune tappe della storia dell’Osservanza a L’Aquila .

E uscirete stupiti, meravigliati, ripieni di una grazia che è solo quella della bellezza. Quella che colma  l’animo e mette tutto in secondo piano ,stress, ansie, problemi del vivere quotidiano. Vi sentirete  anche ,per qualche istante, parte di un territorio nella sua fisicità e nella sua spiritualità che da millenni lo  istituisce e lo costituisce  ,insomma lo fa quello che è. E’ non è cosa da poco.

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