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All’Aquila, in centro, c’è un liutaio…

Ha 24 anni e la voglia di coltivare la sua passione nella sua città natale. Gino Sfarra è un liutaio, ha studiato alla Civica Scuola di Liuteria di Milano dove ha imparato a progettare, realizzare e riparare strumenti ad arco quali violini, viole e violoncelli a mano, secondo il metodo utilizzato nel ‘600-‘700.

Una volta terminato il percorso formativo, ha scelto di tornare all’ombra del Gran Sasso, dove una figura professionale del genere mancava da alcuni anni. Lo incontriamo tra i suoi strumenti all’interno del restaurato Palazzo Bonanni, in piazza Regina Margherita.WP_20151217_005

Impiega 300 ore per realizzare un violino e più del doppio per un violoncello. Dunque nuove figure professionali, pian piano, tornano ad animare il cuore dell’Aquila. Non più solo il bar dove prendere il caffè ma anche studi, negozi, ristoranti, laboratori si riappropriano dei primi palazzi storici tornati alla luce.

Ma Sfarra non lavora solo in città. «Partecipo spesso a fiere, concorsi nazionali ed internazionali, che mi danno visibilità, anche grazie ad un sito internet (sfarraviolins.it); circa il 90% del mio lavoro va a finire all’estero, ma ciò non mi impedisce di lavorare all’Aquila». D’altronde la musica classica e L’Aquila sono sempre andate a braccetto; si pensi che il capoluogo abruzzese è la città che acquista più cd di musica classica in Italia per abitanti.

Ma ai giovani piace ancora ascoltare archi, fiati e corde? «Dopo un periodo di disinteresse – riflette Sfarra – mi sembra di vedere una rinnovata attenzione verso la musica classica; direi che anche ai concerti in città si possa notare una partecipazione più attiva dei ragazzi».WP_20151217_013

«La passione per questo mestiere di nicchia nasce quasi per gioco – ci spiega – quando da ragazzino mi divertivo a riparare e modificare strumenti musicali prima di studiare in Conservatorio. Ora faccio tutto io, a partire dal legno delle piante fino alla vernice, a base di olio  di lino e resina naturale».

La figura del liutaio, molto diffusa nel periodo Rinascimento-Barocco, coincideva in passato con quella del musicista, che costruiva gli strumenti da sé.

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