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Avezzano, la denuncia di De Cesare: ‘Tasi per tutti e aliquote raddoppiate’

Ieri è scaduto il termine per pagare il saldo dell’Imposta Municipale Unica (IMU) e della Tassa sui servizi indivisibili (TASI). Normalmente l’IMU si paga sulle seconde case e la TASI sulle prime ed in molti Comuni d’Italia è accaduto così.
“Ovviamente non per il Comune di Avezzano che non fa distinzioni e la TASI la fa pagare a tutti” fa notare l’ex Assessore al Bilancio Lorenzo De Cesare. “Non solo il nostro Comune ha più che raddoppiato le aliquote. Un semplice confronto tra il gettito previsto per il 2014, pari a € 1.700.000, con quello per il 2015 pari a € 3.900.000 da evidenza del salasso a cui sono chiamati i cittadini avezzanesi. Questi dati di facile lettura anche per un non addetto ai lavori” commenta De Cesare, “fanno capire ad ogni contribuente che oggi pagherà molto di più rispetto allo scorso anno. Ma c’era d’avvero bisogno di mettere così pesantemente le mani nelle tasche dei cittadini soprattutto in un momento di crisi come questo e sotto le feste natalizie? Se confrontiamo il bilancio consuntivo per l’anno 2011 (ultimo bilancio amministrazione Floris) con il bilancio previsionale 2015 amministrazione Di Pangrazio possiamo rispondere di no o almeno il raddoppio poteva essere in buona parte evitato” commenta De Cesare. Infatti senza contare le migliaia di euro spese per rimborsi ad Assessori che vengono da fuori città, l’acquisto di giornali, le fantomatiche barriere che servivano per un’isola pedonale che non c’è ed altre spese inutili, balsano subito all’occhio differenze enormi, pari a oltre euro 700.000, tra il bilancio 2011 della passata amministrazione Floris e quello 2015 dell’amministrazione Di Pangrazio. Le differenze si riscontrano” commenta De Cesare, “in quelle voci tipiche di un’amministrazione che fa clientele esempio Personale e contributi. I primi passano da € 9.379.000 amministrazione Floris a circa € 9.600.000 amministrazione Di Pangrazio, i secondi da Euro 123.000 a circa Euro 245.000 amministrazione Di Pangrazio. Per non parlare degli affitti che passano da
Euro 200.000 a circa euro 563.000. Questi dati mettono in evidenza che l’aumento della TASI come anche la mancata esenzione dell’IMU per le case date in uso ai familiari sono il frutto di un’amministrazione non oculata e sciupona che avrebbe, se non completamente almeno in buona parte, potuto evitare gli aumenti soltanto amministrando con un comune buon senso. E’ ovvio che in questo clima non bisogna stupirsi se il sindaco Di Pangrazio non risponde alla domanda circa i suoi emolumenti” conclude infine De Cesare, “ossia se li ha percepiti oppure vi ha rinunciato per l’anno 2014. Non rispondendo induce a pensare che li ha presi e a questo punto, visto che non sono indicati nel portale sezione trasparenza del Comune di Avezzano, induce anche a pensare che li abbia percepiti come arretrati nell’anno 2015. Se così è va chiarito che con questo escamotage, ossia farsi pagare nel 2015 i compensi relativi all’anno 2014, si elude la norma sulla trasparenza non indicandoli sul portale del Comune di Avezzano ed in più si consegue anche un vantaggio fiscale. Infatti, le tasse da pagare sugli arretrati sono inferiori rispetto a quelle da pagare sui compensi corrisposti all’anno in corso. E’ accaduto cio?Nell’attesa che il Sindaco risponda su un tema così delicato i contribuenti si sentiranno un pochino più alleggeriti almeno nelle loro tasche, il peggior Buon Natale che un’amministrazione poteva fare ai propri cittadini.”