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Regalo di Natale alle cliniche private

Di Lilli Mandara da Maperò

A sua insaputa. Mario Olivieri, consigliere regionale di Abruzzo civico, batte in ritirata dopo che gli hanno fatto tana: preparava un altro grosso regalo alle cliniche private. Preparava la maggioranza, più che lui.

Un emendamento in mezzo a decine di altri emendamenti che doveva passare inosservato. Dentro c’era una modifica alla legge 32 del 2007 in materia di accreditamenti alle cliniche private. Nella nuova proposta spariva un criterio fondamentale per la revoca degli accreditamenti, fondamentale soprattutto per le tasche pubbliche: il superamento del budget. In pratica, con la legge a firma Olivieri, se le cliniche sforano il tetto previsto nelle convenzioni non vanno incontro a nessuna sanzione. Anzi, restano libere di sforare il budget della sanità e di battere cassa alla Regione, senza incorrere nel rischio della risoluzione del contratto.

La legge del 2007 prevedeva che l’accreditamento venisse revocato alla cliniche che per due anni di seguito avessero fornito prestazioni sforando il budget oltre la soglia massima del 7,5 per cento di quanto stabilito nel contratto. Niente male come regalo di Natale. Dopo la coccola da otto milioni di euro fatta ai privati con l’aumento del budget approvato il 26 giugno scorso (tre milioni di euro in più persino rispetto allo sforamento dell’anno precedente), ci voleva un’altra coccola extra.

Per ora la legge, grazie alla tana delle opposizioni, è stata rinviata. Olivieri si è giustificato: non ne sapeva nulla, è successo tutto a sua insaputa. Rinviata vuol dire che può tornare in commissione, da un momento all’altro.

Maperò di Lilli Mandara