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Arischia, Progetto Case a rischio sfratto

Ricorderete l’ordinanza di circa un mese fa con cui il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente ordinò lo sgombero di 124 alloggi del Progetto Case a causa del rischio di crollo dei balconi. Tre i nuclei coinvolti: Sassa, Cese di Preturo e Arischia.

Giorni fa, Antonio Durante, presidente della Commissione consiliare “Politiche sociali, culturali e formative” aveva lanciato un grido d’allarme sulla situazione arischiese, evidenziando come un ulteriore trasloco, a quasi sette anni dal sisma, sarebbe stato una “deportazione umiliante” con conseguente dispersione della comunità.

Di ricente, Cialente ha dichiarato a Il Messaggero che la maggior parte degli inquilini del Progetto Case di Arischia non avrebbe pagato le utenze e che se non avessero provveduto a saldare il debito con il Comune, non avrebbero avuto la possibilità di ottenere un’altro alloggio.

Questa mattina abbiamo parlato con uno dei residenti della new town di Arischia, che ha spiegato a Il Capoluogo di aver sempre provveduto al pagamento delle utenze proprio perché lì ci sta bene e non vorrebbe abbandonare il paese.

«La cosa strana – ci spiega – è che a quanto pare alcuni tecnici del Comune starebbero conducendo dei sopralluoghi nel villaggio MAP della frazione aquilana, quello che fu dichiarato inagibile nel 2013 e quindi sgomberato, con l’ipotesi di ospitarvi oggi alcune delle famiglie eventualmente sfrattate dal Progetto Case».

«Nonostante l’abbandono delle istituzioni, facciamo un appello affinché la logica e il buon senso prevalgano nelle scelte da prendere: a quasi sette anni dal terremoto si rischia la diaspora di una comunità che era finalmente riuscita a ritrovare il suo equilibrio». (g.b.)

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