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L’Unesco boccia la candidatura della Perdonanza

La Perdonanza non sarà eletta a patrimonio immateriale dell’umanità, almeno nel 2015. Nella cerimonia di domani non ci sarà la proclamazione del giubileo aquilano, unica candidatura presentata dall’Italia per quest’anno. La decima commissione dell’Unesco, riunita in Namibia, ha valutato in modo soddisfacente la domanda rispetto ai criteri che la convenzione del 2003 richiede, ma ha fatto domanda di due integrazioni da apportare al dossier. Proprio quando tutto sembrava fatto.

Inutile l’alacre lavoro compiuto da ben due ministeri italiani, Mibact (Beni Culturali e Turismo) e Ministero degli Esteri, con delegazioni inviate sul posto in soccorso di quella già presente. Vana anche la partecipazione di un diplomatico giunto da Pretoria, dove ha sede l’ambasciata italiana più vicina alla Namibia. Risolto in realtà il problema con uno dei due emendamenti, che chiedeva integrazioni in merito a catalogazione e sistema di inventario.

L’emendamento che invece ha bocciato il riconoscimento della Perdonanza come patrimonio immateriale dell’umanità riguarda la capacità di essere trasversali, universali (e quindi l’elemento solidaristico, con l’inclusione delle comunità straniere, per altro tema principale proprio dell’ultima edizione). Un’ulteriore integrazione su questo emendamento, richiesto dalla commissione, porta inevitabilmente ad un allungamento dei tempi.

Il presidente del comitato Perdonanza, Alfredo Moroni, esprime perplessità sui fatti: «questo è quanto successo tecnicamente – spiega a il Capoluogo.it – ma desidero capire se il problema evidenziato sia reale o pretestuoso. Questo lo sanno gli stati membri della commissione, della quale non fa parte il nostro. A breve incontrerò la delegazione italiana a Roma per capire come muoverci nel 2016. Sicuramente, comunque, l’Italia presenterà di nuovo la candidatura della Perdonanza per il prossimo anno, stavolta completa di emendamento».