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C.A.S.E. Eterno incartamento di Don Chiscotte

Il Lamento della povera vedova

Minacce di citazioni per danni. Inchieste. Sequestri. Responsi giudiziari. Troppe chiacchiere e pochi fatti.
Signore mio benedetto, una cosa vorrei sapere da voi. Come fate a prevedere la conclusione delle eruzioni vulcaniche del grande Hidalgo aquilano. Mi riferisco, in particolare, alla faccenda del crollo del balcone di Cese di Preturo del Progetto C.A.S.E.
Cara Signora, dovresti ricordare che appena avvenne l’incidente, il massimo cittadino gridò allo scandalo sulle carenze costruttive del progetto C.A.S.E., attribuendo ogni responsabilità al grande Silvio. La responsabilità era tutta di Berlusconi per i materiali scadenti e per difetti di costruzione. Dovresti anche ricordare che cercai di riportare Don Chisciotte sulla retta via, di ammorbidire i toni della polemica, suggerendo di affermare che le case erano state costruite abbastanza bene. Prova ne sia che il balcone sottostante, sul quale era caduto quello del livello superiore, aveva retto bene alla prova della compressione.
Signore, lo ricordo perfettamente. Affermaste anche che il crollo era da attribuire alla scarsa manutenzione effettuata su quelle case.
Carissima, devo dire che in quei giorni sei stata molto attenta. Avrai notato che, con diverse argomentazioni, cercai di riportarlo sulla retta via. La manutenzione, comunque, è stata sempre carente.
Caro Signore, invece, che cosa avvenne. Infuriato come stava e caricato dalle esortazioni dei “banderilleros” che gli ronzavano accanto, montò a cavallo del suo ronzino e, in una dissennata carica, sequestrò ben ottocento balconi. In quella occasione ebbi un forte dubbio: vuoi vedere che ha fatto sequestrare anche i due balconi della mia modesta casetta in centro storico? Perché, per chiudere ottocento balconi ci vuole. Devi girare quasi tutta la città!
Cara la mia vedova, devi sapere che Don Chisciotte avrebbe voluto sequestrare con i balconi anche il grande Silvio. Il colpo non gli è riuscito per errati calcoli, come al solito. Gli inquilini del Progetto C.A.S.E., però, hanno corso un brutto momento. Stavano per essere sequestrati con i balconi, perché l’ordinanza avrebbe voluto che venissero sigillate porte e finestre. Anche i virtuali mulini a vento, sui quali ogni tanto si avventa, avrebbero potuto essere sequestrati perché il cigolio provocato dalla rotazione delle pale somiglia molto alle esortazioni delle folle nelle piazze quando inneggiavano a Berlusconi.
Signore, è proprio vero ciò che avete appena detto. Quel cigolio pare voglia dire: “Silvio, Silvio”. Al grande Hidalgo questo mormorio non va proprio a tono. Mi sta assillando un pensiero. Immaginate se Berlusconi venisse a conoscenza dei risultati della perizia ordinata dal Tribunale. Lo metterebbe a cavallo del suo ronzino e lo spedirebbe direttamente … “al bel paese”. Adesso è venuta a galla un’altra grana. La bocciatura, o il rinvio, del riconoscimento della Perdonanza da parte dell’UNESCO, malgrado il pesante interessamento del “mimetico e barbuto” Ministro dei Beni Culturali.
Carissima, per cortesia non mi provocare. Potrei offrire l’opportunità di scoprire i motivi del grande diniego. Qualcosa, però, voglio pur dire. Come si fa a chiedere il riconoscimento di un bene “immateriale”, poggiando il tutto sulla “Santità” di Celestino Quinto, quando, poi, si nega di apporre il Crocifisso nell’aula consiliare? Sono due cose stridenti. Infatti, l’UNESCO vorrebbe sapere se Don Chisciotte abbia la minima conoscenza della Costituzione Italiana! Non può chiedere qualcosa con i Santi e per i Santi e, subito dopo vietare l’esposizione della mia immagine, rinnegare la sua vera fede. Di questi tempi simili atteggiamenti potrebbero essere anche pericolosi! Guarda cosa sta succedendo nel mondo?
Signore mio, da quello che ho potuto capire, è adirato con voi perché lo punzecchiate continuamente e lo riprendete ogni qualvolta adotta o vorrebbe adottare provvedimenti di parte, si fa per dire!
Cara signora, posso dirti che con i miei suggerimenti l’ho salvato diverse volte dal baratro. Tra le altre cose, il mio compito è anche di natura didattica. Vorrei e dovrei insegnare qualcosa ai “fedeli”. Le lezioni le somministro puntualmente. Se, poi, qualcuno è un po’ duro di comprendonio, non è colpa mia. Vorrà dire che UNESCO e Periti di Magistratura effettueranno dei corsi di recupero. Tu che lo frequenti e lo conosci bene, raccomandagli di non strumentalizzare tanto Celestino. È ancora irritato della caparbietà con cui Don Chisciotte volle fare il “paggio” a tutti i costi, portando la bolla della Perdonanza. Non ha ancora digerito il fatto che abbia potuto usurpare il posto del “giovin signore” a un ragazzo, certamente più bello e aitante, al quale, forse per sbaglio, avrebbero fatto comodo quei pochi Euro riservati a comparse e protagonisti della sfilata.
Signore, una sola cosa posso dirvi, non parlerò con nessuno. Neppure col massimo cittadino. Qua sono tutti irascibili e, appena saluti qualcuno, corri il rischio di essere aggredita non solo con le parole, ma anche con le vie di fatto. L’unica cosa che posso fare, senza correre rischi: tornare alla casa del Padre per riacquistare pace e serenità. E così sia.

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