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Urologia e centro trapianti: pagella superlativa

Su 55 pazienti, operati in un anno per tumore alla prostata, neppure uno è dovuto tornare in ospedale, nei 30 giorni successivi all’intervento, per farsi rioperare in seguito a complicanze: la media italiana di nuove degenze è invece del 3,9%.

Nei trapianti di rene la percentuale di sopravvivenza di soggetti adulti, a distanza di 5 anni dal reimpianto, all’Aquila è 3 punti superiore al dato nazionale: 95% contro 92.  Pagella superlativa per la sopravvivenza del rene trapiantato (riguardante cioè il buon funzionamento dell’organo): 86,2% al San Salvatore contro lo standard medio italiano dell’81,9.

  Due ‘perle’ dell’ospedale di L’Aquila, urologia e centro trapianti di rene, gratificati dall’asterisco dell’eccellenza nella guida 2015 sulla buona sanità, tracciata da un’importante rivista nazionale. La testata Focus, nell’ultimo numero, traccia la mappa della ‘crema’ della sanità italiana e mette i due reparti di L’Aquila nel mazzo delle Regioni da sempre all’avanguardia nel settore, vale a dire Lombardia, Veneto, Liguria ed Emilia Romagna: in alcuni casi il San Salvatore precede persino alcuni ospedali del Nord. Infatti, dalla guida di Focus salute dell’anno corrente – una specie di ‘navigatore satellitare’ a uso dei lettori per mettersi sulla giusta strada e trovare i migliori reparti italiani –  emerge che urologia, per le operazioni chirurgiche alla prostata e il centro trapianti, per il reimpianto di reni, sono nettamente al di sopra della media nazionale. Quali i parametri-chiave seguiti dalla nota testata? L’urologia, diretta da Luigi Di Clemente, secondo la rigorosa ricerca di Focus, ha operato in un anno 55 pazienti per tumore alla prostata senza che nessuno di loro, nei 30 giorni successivi all’intervento, abbia dovuto di nuovo ricoverarsi per andare ancora in sala operatoria in seguito a complicanze o altro. Insomma, numero zero nella voce nuove degenze, a fronte di una media nazionale del 3,9%. Solo 8 ospedali italiani, nella stessa branca, sono riusciti a  ottenere il medesimo risultato: difatti sul podio, insieme al San Salvatore, vi sono, tra le altre, strutture d’eccellenza come gli Ospedali riuniti di Parma,  il polo chirurgico Capitanio di Milano, l’ospedale di Sondrio e il Circolo Macchi di Varese.

Le performance riportate da Focus sono notevoli, segnatamente ai trapianti di rene,  anche per  il centro regionale del San Salvatore, diretto dal prof. Antonio Famulari, struttura di riferimento per Abruzzo e Molise. I risultati riguardano la sopravvivenza dei pazienti adulti a 5 anni dal reimpianto del rene: quasi il 95% di L’Aquila contro la media nazionale del 92. Superiore, sia pure di poco, anche la sopravvivenza a 1 anno dal trapianto (97,3 contro il dato nazionale del 97, 2).  Diventa invece superlativo il riscontro sulla sopravvivenza (cioè sul buon funzionamento) del rene trapiantato, a distanza di 5 anni dall’intervento: 86,2 % al San Salvatore contro la media italiana dell’81,9: più di 4 punti. Il Centro trapianti aquilano, col 93,3%, resta al di sopra della dead line nazionale (fissata al 92%) anche per la sopravvivenza del rene a distanza  di 1 anno dalla sala operatoria. Con queste ‘pagelle’, il centro trapianti abruzzese fa meglio di: Ospedali riuniti di Bergamo, Policlinico di Modena,  Azienda ospedaliera S. Giovanni B. di Torino, azienda ospedaliera Pediatrico di Padova.

 

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